«Le radici di molti mali d’Africa sono ben piantate in Occidente». Le parole di padre Fernando Zolli al primo convegno dell’“Osservatorio sul sinodo” introducono temi profondi che animeranno l’Assemblea speciale dei vescovi che si apre domenica in Vaticano.

 

«Le radici di molti mali d’Africa sono ben piantate in Occidente». Le parole di padre Fernando Zolli al primo convegno dell'”Osservatorio sul sinodo” introducono temi profondi che animeranno l’Assemblea speciale dei vescovi che si apre domenica in Vaticano.

 

«L’evento del Sinodo riguarda l’Africa ma non solo – ha detto padre Zolli, rappresentante della Conferenza degli istituti missionari in Italia (Cimi) – perché in un mondo globalizzato dov’è necessario favorire la circolarità e la reciprocità, i problemi, le sfide e le speranze sono patrimonio comune che devono coinvolgere tutti come persone, cittadini, credenti e non credenti».

 

Durante l’incontro, organizzato dalla Cimi insieme con la sezione laziale dell’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi), è stata evidenziata l’importanza dell’impegno cristiano per “la giustizia, la pace e la riconciliazione”, che è il tema del Sinodo per l’Africa.

 

Teresina Caffi, missionaria saveriana nella Repubblica democratica del Congo, ha ripercorso il difficile cammino compiuto dalla prima Assemblea speciale per l’Africa, convocata da Papa Giovanni Paolo II nell’Aprile 1994. Dalla Commissione guidata dall’arcivescovo Desmond Tutu nel Sudafrica del dopo-apartheid ai tribunali popolari gacaca nel Rwanda post-genocidio, suor Caffi ha evidenziato, caso per caso, l’importanza del nesso tra “verità, “giustizia” e – terza fase, decisiva e finale – “riconciliazione”.

 

Centrale, nella lettura dei 15 anni che separano la prima e la seconda Assemblea speciale, il ruolo giocato dal Nord del mondo. Nell’Instrumentum laboris, il documento preparatorio del Sinodo, si afferma infatti: «L’egoismo alimenta la sete di guadagno, la corruzione e l’avarizia, e spinge all’appropriazione indebita di beni e ricchezze destinate a popoli interi. (…) In complicità con uomini e donne del continente africano, forze internazionali sfruttano questa miseria del cuore umano che non è specifica delle società africane. Esse fomentano guerre per smerciare armi. Sostengono poteri politici irrispettosi dei diritti umani e dei principi democratici (…). Nella corsa attuale dei Paesi industrializzati per occupare le più grandi riserve minerarie del mondo, l’abbondanza delle risorse naturali del continente continua a essere una fonte di minaccia per la pace, la giustizia e la riconciliazione».

 

Temi complessi che hanno animato il convegno di oggi, che si è svolto a Roma a Palazzo Valentini.

 

Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano, ha ricordato che i partecipanti al Sinodo hanno il compito di «far sentire il grido dei poveri, delle minoranze, delle donne offese nella loro dignità, degli emarginati, dei lavoratori mal pagati, dei rifugiati, dei migranti, dei prigionieri».

 

L’intervento di Zanotelli è stato dominato dai legami tra gli interessi del nord del mondo e la “fame” dell’Africa, “un continente in fuga”, dove centinaia di migliaia di uomini e donne sono costretti a emigrare a causa delle “disastrose” conseguenze del “neocolonialismo”.[Misna]

 

Leggi l’intervento di Padre Alex Zanotelli