Tanzania / Presidenziali
A una settimana dalle elezioni presidenziali tanzaniane, il confronto fra gli sfidanti è sempre più acceso. Si teme per possibili violenze, ma il presidente Kikwete minaccia di reagire con pugno di ferro. Gli elettori delusi per l'assenza dei due principali candidati al dibattito in tv.

La Tanzania è entrata nell’ultima settimana di campagna elettorale prima delle elezioni presidenziali, fissate per domenica 25 ottobre. Fra i diversi candidati alla poltrona, due sono i nomi sotto i riflettori.  Il primo è il candidato del partito al potere Chama Cha Mapinduzi (Ccm), John Magufuli, attuale ministro dei lavori pubblici e compagno di partito del capo di stato uscente, Jakaya Kikwete. Il principale avversario di Magufuli è Edward Lowassa, ex primo ministro passato all’opposizione dopo essere stato sconfitto alle primarie del Ccm. Quest’ultimo rappresenta una coalizione di 4 partiti, denominata Ukawa, che ha come obiettivo quello di far vincere per la prima volta l’opposizione da quando il paese adottò un sistema multipartitico nel 1995.

Disertato il confronto tv

A sorpresa, Magufuli e Lowassa non si sono presentati al dibattito televisivo che si è svolto ieri nella capitale Dar es Salaam. La loro assenza ha deluso le aspettative di molti elettori, che contavano di poter seguire il confronto in diretta. All’evento hanno comunque partecipato i candidati di altre 4 formazioni politiche minori: il Democratic Change, l’Alliance for Change and Transparency (Wazalendo), il Chaumma e il Tlp. Gli organizzatori del dibattito hanno fatto sapere che, mentre il partito di Lowassa (il Chadema) ha inviato le sue scuse parlando di un «programma di impegni elettorali troppo fitto», il Ccm si è limitato a cancellare la partecipazione di Magufuli «senza dare spiegazioni». Nelle scorse settimane gli organizzatori dell’iniziativa, tra cui la Tanzania media foundation e il Twaweza (società che si occupa dei sondaggi elettorali), avevano chiesto agli elettori di suggerire le tematiche su cui avrebbero dovuto discutere i candidati. Erano emersi come punti cardine la corruzione, l’economia e i servizi sociali.

Testa a testa

Domenica saranno chiamati al voto quasi 23 milioni di tanzaniani, in maggioranza donne, e il 57% dei votanti avrà un’età compresa tra i 18 e i 35 anni.  Queste elezioni sono le più incerte nella storia del paese. Secondo gli ultimi sondaggi sulle intenzioni di voto, i due principali candidati si troverebbero di fronte a un testa a testa.  Le opposizioni hanno di recente accusato il governo di voler compiere brogli elettorali e non si fidano della Commissione elettorale nazionale (Nec) perché ritenuta “non indipendente”. Lowassa e altri partiti hanno addirittura invitato i votanti a restare davanti ai seggi dopo il voto per controllare che non ci siano irregolarità da parte delle istituzioni.

Da parte sua il Ccm ha respinto le accuse parlando di falsità atte ad alzare la tensione. Ma il presidente Kikwete la settimana scorsa è stato categorico: «Chi partecipa ad eventuali atti di violenza durante le elezioni sarà perseguito. Le nostre forze di sicurezza faranno in modo che le elezioni si svolgano tranquillamente (…) e non permetteremo che la nostra democrazia ci venga sottratta».