Sudafrica, violenze sugli immigrati
Dopo una settimana di violenza contro le proprietà di stranieri nell’hinterland di Pretoria e Johannesburg, si è svolta oggi nella township di Mamelodi, a nord della capitale, una manifestazione popolare contro gli immigrati. Ma la xenofobia non è solo colpa di pochi facinorosi…

Resta alta la tensione in alcune township attorno a Pretoria e Johannesburg attraversate da un’ondata di rivolte contro gli immigrati, africani soprattutto. La scorsa settimana ad Atteridgeville, Pretoria West e Lotus Gardens, nell’hinterland della capitale amministrativa e a Rosentenville a Johannesburg, sono stati saccheggiati oltre 30 negozi di proprietà di stranieri. Anche case private, presunti luoghi di smercio di droga e prostituzione, sono state vandalizzate.

Vittime di aggressione sono stati in particolare i nigeriani, sui quali pesa l’accusa di essere i principali responsabili dello spaccio di droga e della prostituzione. Gli attacchi contro di loro hanno provocato l’immediata reazione del governo della Nigeria che ha richiamato il proprio ambasciatore in Sudafrica e chiesto a Pretoria di agire tempestivamente per proteggere i propri connazionali. Ieri nella capitale Abuja, un gruppo di studenti ha attaccato la sede di MTN, la compagnia telefonica sudafricana che opera da anni sul territorio nigeriano.      

Oggi a Mamelodi, township di oltre un milione di abitanti alle porte di Pretoria, si è svolta una marcia di sudafricani contro gli immigrati, organizzata da Mamelodi concerned residents. I manifestanti hanno dichiarato di protestare non solo contro gli stranieri, ma anche contro le imprese che preferiscono assumere lavoratori di altre nazioni invece di dare lavoro ai locali. La polizia è dovuta intervenire durante la marcia, per prevenire lo scontro con immigrati pronti a reagire alla provocazione dei manifestanti che hanno consegnato un memorandum alla sede del ministero dell’Interno.

La chiesa invita alla calma

I vescovi cattolici del Sudafrica hanno espresso preoccupazione per l’iniziativa della marcia anti-immigrati. Monsignor Abel Gabuza, presidente della Commissione Giustizia e Pace, in un comunicato ha denunciato gli atti di violenza xenofoba e di distruzione di proprietà. Rivolgendosi alle comunità locali ha riaffermato il principio che non vi è ragione alcuna per giustificare l’uso della violenza contro immigrati e ha invitato sudafricani e stranieri a cooperare con la polizia per fare arrestare quanti sono coinvolti in attività criminali, evitando di fare giustizia da sé. Al governo di Pretoria il vescovo Gabuza ha chiesto di rafforzare i controlli alle frontiere ,per impedire l’afflusso di irregolari.

Intanto il ministero dell’Interno ha fatto arrestare 60 dipendenti dei supermercati SPAR perché privi di regolari documenti e ha disposto l’invio di investigatori, per verificare se vi siano imprese che hanno assunto immigrati senza regolare permesso.

L’escalation di atti di violenza di stampo xenofobico di questi ultimi giorni non può essere ricondotta soltanto alla responsabilità di gruppi di facinorosi e criminali. Sarebbe semplicistico. Alla radice della rabbia contro gli stranieri c’è un crescente disagio sociale che colpisce specialmente le classi più povere, dove il tasso di disoccupazione è oltre al 30%, complice la mancata crescita economica del Sudafrica.

La diseguaglianza sociale e il divario sempre più accentuato tra ricchi e poveri, accrescono sempre di più la competizione tra disoccupati sudafricani e stranieri nell’accedere a limitate risorse, servizi sociali e opportunità economiche. La rabbia di sudafricani poveri e senza lavoro è spesso alimentata dal risentimento verso stranieri che hanno acquisito beni che essi stessi vorrebbero ma non hanno: negozi, soldi, casa. «Se le cause più profonde del disagio sociale, soprattutto nelle township e negli slum, non saranno eliminate – conclude il vescovo Gabuza – esse continueranno a generare il clima dove aumenterà il rischio di attacchi xenofobici».     

Il Sudafrica non è nuovo al fenomeno della violenza conto gli immigrati. Nel 2008 e nel 2009 l’esplosione di violenza contro gli stranieri causò l’uccisione di 60 persone. La violenza è riesplosa due anni fa a Johannesburg e Durban, quando furono uccisi 7 immigrati, costringendo il governo sudafricano a ospitare centinaia di stranieri in campi profughi, per proteggerli da bande criminali.