Corruzione dilaga, sospesi gli aiuti
Il Fondo Mondiale per la lotta all’Aids ha sospeso gli aiuti destinati a Lusaka, accusando il governo di non aver fatto abbastanza per prevenire fenomeni di corruzione. Lo scorso anno sono stati congelati altri 33 milioni di dollari, dopo che il ministero della salute ha registrato un ammanco di 5 milioni.

Una parentesi. Così si potrebbero definire, in Zambia, i 7 anni di politiche contro la corruzione messe in atto dal governo del presidente Levy Mwanawasa, morto il 18 agosto del 2008, per un ictus. Il suo successore, allora vicepresidente, Rupiah Banda (nella foto in alto) deve ora affrontare il fenomeno, che torna a dilagare, come una malattia, una volta sospesa la cura.

L’ultimo, duro, colpo Banda lo ha ricevuto dal Fondo Mondiale per la lotta contro l’Aids, la Tubercolosi e la Malaria: il congelamento di oltre 300 milioni di dollari destinati all’assistenza medica. In un rapporto pubblicato ieri, l’organizzazione ha motivato la decisione con il «fallimento delle autorità nazionali, nell’assicurare appropriate misure per prevenire frodi sui programmi di aiuti finanziati dal Fondo Mondiale».

Appena un anno fa, la Svezia e l’Olanda, avevano sospeso, a loro volta, una tranche di 33 milioni di dollari diretti al Ministero della Salute di Lusaka, dopo che sono spariti dal bilancio ministeriale ben 5 milioni di dollari.
Il panico ha, poi, contagiato pure l’Unione Europea, che ha deciso di fermare il finanziamento di un progetto per la costruzione di strade.

Appena giunto al potere, Banda si è dovuto misurare in pochi mesi con il consenso popolare, stringendo pericolose alleanze con la classe dirigente che faceva capo all’ex presidente Frederick Chiluba (nella foto in basso).

 

Dopo la sua elezione, nell’ottobre 2008, il presidente dello Zambia ha smantellato la task force messa in piedi da Mwanawasa per contrastare la corruzione, dopo aver intimato al suo direttore, Maxwell Nkole, di non procedere nei processi a carico di Chiluba, accusato, nello specifico, di aver sottratto allo stato circa 500 mila dollari.

Nell’agosto 2009, Nkole veniva licenziato dal governo, poco dopo l’assoluzione di Chiluba, già ritenuto colpevole, peraltro, da un tribunale britannico, per aver sottratto fondi statali per un valore di 58 milioni di dollari.

L’eredità di Mwanawasa si è dunque dissolta. La progressiva sospensione degli aiuti diretti al paese rischia di mettere a dura prova il bilancio di Lusaka, che dipende per il 30% dai paesi donatori. Ora Banda deve fare i conti con un nuovo appuntamento elettorale, nel 2011, e l’opposizione populista dello storico rivale Michael Sata, uscito sconfitto dalle scorse elezioni.