Escalation post-elettorale in Zambia - Nigrizia
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Arrestato e accusato di tradimento il candidato delle opposizioni Mundubile e il suo vice presidente Zulu
Escalation post-elettorale in Zambia
La vittoria del presidente Hichilema dello scorso 13 agosto macchiata da arresti, accuse di brogli, controverse decisioni giudiziarie e un omicidio
31 Agosto 2026
Articolo di Redazione
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Il presidente Hichilema vota al suo seggio di Lusaka. (Photo by GIANLUIGI GUERCIA / AFP)

In Zambia il leader dell’opposizione e candidato alla presidenza Brian Mundubile è stato arrestato e accusato formalmente di tradimento, un’imputazione che nel paese può costare fino a una condanna all’ergastolo.

A renderlo noto è stato il suo avvocato. Il politico è indagato nell’ambito di un’indagine su un presunto tentativo di insurrezione.

Il provvedimento della giustizia zambiana rappresenta l’ultimo passaggio della crisi scoppiata dopo le elezioni del 13 agosto, vinte dal presidente uscente Hakainde Hichilema tra tensioni e accuse di brogli.

Se la giornata elettorale è infatti trascorsa in modo sostanzialmente pacifico, le settimane che hanno seguito il voto sono state segnate dalla temporanea sospensione del conteggio, da controverse decisioni giudiziarie a da raid e arresti nelle file delle opposizioni, fino all’uccisione di un deputato ed ex ministro durante un blitz nella residenza del candidato Mundubile.

Il clima nel paese appare teso e diversi esponenti delle opposizioni e della società civile mettono in guardia su una possibile deriva autoritaria. 

Storia di un oppositore 

Mundubile è stato accusato di tradimento insieme al suo candidato alla vice presidenza, Makebi Zulu, e ad altre 16 altre persone.

Il politico zambiano si è presentato al voto in forze al National Reconciliation Party for Unity and Prosperity (NRPUP), un partito fondato poco prima delle elezioni a partire da una scissione interna al Patriotic Front (PF).

Questa formazione ha guidato lo Zambia dal 2011 al 2021 ed è stata presieduta fino alla sua morte nel 2025 da Edgar Lungu, il presidente a cui Hichilema è succeduto cinque anni fa. 

Mundubile è stato il secondo candidato più votato alle elezioni del 13 agosto, con il 38% dei consensi stando ai dati ufficiali della Commissione elettorale nazionale. Il presidente Hichilema ha ricevuto invece il 60% delle preferenze, nove punti percentuali in più di quelli necessari a farsi eleggere già al primo turno secondo le regole dell’ordinamento zambiano.

I problemi per il rappresentante delle opposizioni sono cominciati già la notte della giornata elettorale, quando un raid delle forze di sicurezza nella sua abitazione ha portato all’arresto di 11 persone e al ferimento a morte di Mutotwe Kafwaya, parlamentare ed ex ministro del governo Lungu nonché storica figura del PF poi passata a sostenere l’NRPUP, la stessa traiettoria di Mundubile.

La morte del politico è stata confermata dalle autorità zambiane solo cinque giorni dopo i fatti e a seguito delle pressioni della famiglia, ansiosa di conoscere la sorte del suo caro, inizialmente dato per disperso.

Mundubile non è stato arrestato durante il blitz, ma temendo per la sua sicurezza ha deciso di rifugiarsi da quel momento presso gli uffici delle Nazioni Unite di Lusaka.

Le autorità zambiane, dal canto loro, hanno riferito che l’intervento a casa del candidato aveva l’obiettivo di arrestare presunti appartenenti a una non meglio identificata milizia e persone coinvolte in “azioni militari” ritenute una grave minaccia per la sicurezza dello stato.

Il ricorso negato

Nei giorni successivi al blitz lo spoglio del voto è stato sospeso per alcune ore dopo che la Commissione elettorale ha denunciato delle aggressioni ad alcuni suoi funzionari.

Circa nelle stesse ore Mundubile ha anche reclamato la vittoria alle elezioni in base a un conteggio parallelo che è stato subito smentito dalla ECZ. L’organismo ha infine dichiarato Hichilema vincitore lo scorso 16 agosto.

Il leader del NRPUP ha comunicato l’intenzione di voler fare ricorso contro l’esito del voto ma l’ultimo giorno utile per contestare formalmente i risultati tutti i maggiori tribunali del paese sono stati chiusi per non meglio identificate “ragioni di sicurezza”.

Nonostante le numerose polemiche, il giorno successivo il ministero della Giustizia ha reso noto di non aver ricevuto istanze di appello contro i risultati delle urne e ha quindi ufficializzato la data del giuramento di Hichilema come presidente, in programma per domani, 1° settembre.

L’arresto

Mundubile e il suo candidato alla vice presidenza Zulu si sono infine consegnati alla polizia venerdì scorso dopo aver saputo di essere ricercati per sospetto tradimento. Il trasferimento dagli edifici dell’ONU è avvenuto anche con la mediazione delle Chiese cristiane, in veste di istituzione terza indipendente, come loro stesse riportano sui  canali social.

Ieri i due dirigenti dell’opposizione sono stati poi formalmente accusati, stando a quanto riferito al media zambiano Muvi Tv dal loro avvocato, Milner Katolo. Insieme a loro sono stati incriminati altri dirigenti delle opposizioni come Patrick Mwansa, marito della figlia dell’ex presidente Lungu.

Katolo ha descritto il suo assistito Mundubile “in buono spirito” e ha detto che il candidato alla presidenza e il suo vice contesteranno le accuse in tribunale, anche se al momento non sono state ancora fissate date per un’udienza. Così come non sono stati forniti dettagli relativi al capo di accusa. 

Le prospettive per i dirigenti dell’opposizione

Quel che è certo è che l’accusa di tradimento è molto grave e viene applicata solo in casi di presunti attacchi contro la sicurezza dello stato e del governo o tentativi di secessione. Fino al 2022 questo accusa poteva portare anche a una condanna alla pena di morte. Quell’anno Lusaka ha poi abolito la pena capitale.

Non da ultimo, una persona accusata di tradimento non può essere rilasciata su cauzione, come nell’ordinamento zambiano avviene invece per la maggioranza dei restanti reati.

Il timore è che Mundubile e Zulu si trovino davanti a un lungo periodo in carcere, anche se ci sono precedenti che forniscono indicazioni contrarie. I due dirigenti del NRPUP infatti non sono gli unici politici zambiani a essere stati accusati di tradimento, neanche negli ultimi anni.

Ultimo in ordine di tempo è stato nientemeno che lo stesso attuale presidente Hichilema, sottoposto a questo capo di accusa nel 2017 durante il governo dell’allora presidente Lungu.

Hichilema rimase in carcere per circa quattro mesi per poi uscire dopo un accordo extragiudiziale mediato anche dal segretariato generale del Commonwealth, di cui Lusaka fa parte.

Un sistema in crisi

A prescindere da quanto durerà il procedimento giudiziario ai danni di Mundubile e Zulu, quanto avvenuto finora in Zambia sta già preoccupando diverse organizzazioni della società civile locali e internazionali.

Amnesty International ha chiesto al governo di Lusaka di condurre indagini rapide, credibili e indipendenti sull’uccisione del deputato Kafwaya e di cessare gli arresti di figure delle opposizioni o che esprimono il loro dissenso in modo pacifico.

La Human Right Commission – Zambia (HRC-Z), una istituzione statale indipendente, ha espresso la sua preoccupazione e fatto appello per la trasparenza sia in occasione del raid a casa di Mundubile che dopo la chiusura dei tribunali del paese nell’ultimo giorno previsto per presentare ricorso.

Alcuni giorni dopo le elezioni, la Conferenza episcopale zambiana (ZCCP) ha denunciato le irregolarità osservate durante il processo elettorale e richiesto al governo le massime correttezza e trasparenza per quanto riguarda il trattamento delle figure arrestate nei giorni che hanno seguito il voto.

La paura di diversi osservatori è che il clima politico si faccia sempre più claustrofobico.

Se l’escalation cominciata dopo il 13 agosto dovesse peggiorare “entreremo in una fase di paura crescente”, ha affermato al settimanale The Continent il politologo zambiano Neo Simutanyi. “Presto – ha aggiunto – le persone smetteranno di esprimersi, diversi andranno via dal paese”. 

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