Zambia

Il parlamento dello Zambia ha approvato ieri lo stato di emergenza in vigore per i prossimi 90 giorni, avvallando così la richiesta fatta dal presidente Edgar Lungu la scorsa settimana. La misura è passata con i soli voti degli 85 membri del Patriotic Front (Pf), il partito di maggioranza, in quanto i 48 legislatori dell’opposizione (United party for national development -Upnd) hanno boicottato il voto.

Lungu ha invocato i poteri di emergenza la scorsa settimana, sostenendo che gli oppositori fossero responsabili di una serie di attacchi, compiuti il 4 luglio, destinati “a creare il terrore e il panico”, compreso l’incendio del principale mercato della capitale Lusaka – sulle cui cause sta indagando la polizia – che ha causato solo danni materiali.

Le tensioni politiche in Zambia – considerata una delle democrazie più stabili e funzionali del continente – sono iniziate prima delle elezioni presidenziali dell’agosto 2016 e aumentate lo scorso aprile dopo l’arresto, con l’accusa di tradimento, del leader dell’opposizione Hakainde Hichilema, ex candidato alla presidenza sconfitto per una manciata di voti da Lungu. Hichilema, insieme a cinque altri oppositori, è accusato di aver tentato di rovesciare il governo per non aver lasciato spazio al transito del corteo presidenziale.

Approvando lo stato d’emergenza, i deputati del Pf hanno concesso alle forze dell’ordine “misure avanzate” per frenare “i casi in aumento di incendi politicamente motivati e di vandalismi di vitali linee di alimentazione elettrica”. La polizia può proibire incontri pubblici, arrestare i sospetti criminali con tempi di fermo maggiori, perquisire senza un mandato, chiudere strade, imporre il coprifuoco e limitare i movimenti dei cittadini.

Così come per l’arresto di Hichilema, anche l’imposizione dello stato d’emergenza è stato criticato anche dai vescovi della Chiesa cattolica zambiana che hanno anche avvertito che la misura spaventerà gli investitori, necessari invece per la debole economia del paese. Più esplicito invece, il vescovo Simon Chihana, presidente dell’Associazione internazionale delle chiese cristiane (International fellowship of christian churches): “Questo è un chiaro segno della dittatura, solo a causa di un incendio in un mercato si dichiara uno stato di emergenza?” ha affermato all’agenzia France Presse. “Lungu sta solo pensando al mantenimento del suo potere. Non è preoccupato per il benessere dello Zambia”.
L’ultimo stato di emergenza nel paese è stato dichiarato nel 1997 da allora presidente Frederick Chiluba, dopo un tentativo di colpo di stato. Chiluba fu rimosso l’anno successivo. (Al Jazeera)