Istruzione / Società
Ottimi risultati ottenuti dal governo di Lusaka per quanto riguarda la parità di genere nell'istruzione. È fra i sette paesi dell Africa australe che ha registrato una percentuale di giovani donne iscritte all'università, superiore rispetto a quella degli uomini. Ma attenzione agli abbandoni.

Secondo la Southern Africa Development Community (Sadc), che porta avanti studi e campagne a favore della parità di genere nei paesi dell’Africa australe, lo Zambia sta registrando un  momento di forte impulso positivo.
Secondo lo studio “Gender Protocol Barometer 2014” pubblicato dalla Sadc il mese scorso, i dati positivi dello Zambia riguardano l’aumento dei livelli d’istruzione delle donne e anche una maggiore aspettativa di vita materna e infantile, sicuramente legati ad un aumento generale dei livelli di nutrizione registrati nel Paese.
La Sadc aveva siglato un protocollo che i paesi aderenti dovevano seguire per promuovere la parità di genere nell’accesso a un’istruzione di qualità, che deve servire soprattutto a combattere gli stereotipi sulla donna ancora fortemente radicati nel continente africano.
Con la a scadenza per l’attuazione del protocollo alle porte (fissata per il 2015), si possono già tirare le somme sui risultati conseguiti. Solo alcuni dei paesi della regione sono vicini al raggiungimento di alcuni degli obiettivi sull’istruzione e la formazione.
Sette dei 15 paesi aderenti alla Sadc (Botswana, Malawi, Seychelles, Sud Africa, Swaziland, Tanzania e Zimbabwe) entro il 2015 avranno ottenuto probabilmente una percentuale di ragazze iscritte alla scuola primaria che va dal 50% in su. Sono nove invece i paesi (Botswana, Lesotho, Madagascar, Mauritius, Namibia, Seychelles, Sud Africa e Swaziland e Zimbabwe) che hanno il 50% o più  di giovani donne nella scuola secondaria.
Un dato davvero interessante è quello che riguarda l’istruzione terziaria, perché almeno sette paesi hanno fatto registrare una percentuale di giovani donne superiore rispetto a quella degli uomini (Botswana, Mauritius, Namibia, Sud Africa, Swaziland e Zambia). La R.d.Congo rimane invece al livello più basso, con solo il 26% delle donne nell’istruzione terziaria.
Tuttavia questi dati da soli non riescono a dare un’idea completa e chiara del contesto di questi stati, perché gli indicatori riguardano solo l’istruzione e ignorano la violenza subita dalle donne, la povertà e la qualità dell’istruzione che continuano a mantenere il divario di genere ancora elevato per quanto riguarda l’accesso agli studi.
Preoccupanti i dati che riguardano invece il completamento degli studi. In questo senso i livelli sono ancora molto bassi. Lo Zambia è uno dei più colpiti della regione in termini di abbandoni scolastici, che negli ultimi nove anni sono saliti a tassi allarmanti, con quasi la metà (47%) degli studenti che  “mollano” prima di aver concluso i loro esami finali.
Tra i fattori principali che causano l’abbandono degli studi si possono rilevare: gli alti costi, scarso livello di insegnamento, l’ambiente povero di apprendimento; classi sovraffollate e la poca sicurezza dentro e fuori gli istituti. Per non parlare poi degli ostacoli culturali come i matrimoni e le gravidanze precoci; i riti d’iniziazione che richiedono ragazze periodi di assenza dalla scuola prolungati; il lavoro minorile e in generale le credenze che attribuiscono un basso valore all’istruzione.
Dopo aver ottenuto questi buoni risultati il governo dello Zambia sta preparando una nuova strategia per incentivare l’istruzione denominato “Piano d’azione 2014: verso la scolarizzazione entro il 2025”, che mira a migliorare il lavoro degli insegnanti e l’apprendimento. Un nuovo progetto al centro del quale ci sarà l’alfabetizzazione e la matematica, con delle linee guida molto stringenti per razionalizzare il lavoro nelle scuole e colmare il divario esistente tra le scuole con più risorse e quelle considerate povere.