L’intervista al missionario comboniano
«Passate pure sul mio corpo» dice padre Alex Zanotelli, che pur di non permettere il trasferimento di un gruppo di nove migranti dalla Questura di Napoli al Cie di Brindisi, ha deciso di pagare di persona, sfidando un agente che lo ha atterrato. Il racconto di Zanotelli nell’intervista audio integrale.

Agenti armati di manganelli hanno caricato mercoledì sera, un centinaio di esponenti del Forum antirazzismo di Napoli, tra cui il missionario comboniano padre Alex Zanotelli, che protestavano davanti all’Ufficio immigrazione della questura di Napoli, contro il trasferimento nel Centro di identificazione ed espulsione di Brindisi di nove migranti africani, tre dei quali sarebbero minorenni.

I nove ragazzi africani erano stati trovati a bordo della nave “Vera D”, battente bandiera liberiana, ed erano saliti a bordo mentre la nave era attraccata in Costa d’Avorio. Dopo circa una settimana di mare, senza cibo, sono stati scoperti, all’arrivo nel porto partenopeo.

La questura, dopo aver registrato i migranti, originari della Nigeria e del Ghana, ha deciso di mandare al Centro di identificazione ed espulsione di Brindisi (Cie), i giovani richiedenti asilo. Tutti, anche tre presunti minori.
Padre Zanotelli era in prima linea per impedire il trasferimento dei ragazzi africani. Un poliziotto lo ha aggredito, buttandolo a terra.

A suscitare la protesta sarebbe stata, secondo le accuse dell’associazione, anche una leggerezza del responsabile dell’Ufficio Immigrazione della Questura, che avrebbe trattato il caso dei minorenni senza considerare l’ipotesi, prevista dalla legge, di consegnarli ad una struttura di accoglienza diversa dal Cie.

(Il racconto di padre Alex Zanotelli è stato estratto dal programma radiofonico Focus, di Michela Trevisan)