Zimbabwe / Natura

Salgono i timori per un’epidemia di antrace che sta colpendo la fauna selvatica dello Zimbabwe, confermata martedì dal portavoce dell’autorità per la fauna selvatica dello Zimbabwe, Tinashe Farawo, dopo la morte di quasi 100 impala nel parco nazionale di Mana Pools.

L’antrace, o carbonchio, è endemica nelle aree naturali e agricole dello Zimbabwe. Le spore che provocano la malattia rimangono dormienti nel terreno, fino a quando non vengono ingerite da animali selvatici o bestiame. Il batterio può essere fatale per l’uomo, anche se non ci sono segnalazioni di contagi umani di questo focolaio.

I veterinari inviati nella zona sono riusciti a tenere sotto controllo la malattia, ha detto Farawo al sito News 24, aggiungendo che gli sforzi sono concentrati sugli impala per cercare di «evitare la diffusione della malattia ad altre specie».

Nell’aprile 2017, la malattia ha ucciso almeno 16 ippopotami in dieci giorni a Binga, un distretto ricco di fauna selvatica nel nord dello Zimbabwe, e nove persone di un villaggio sono state sospettate d’aver contratto l’antrace dopo aver mangiato la loro carne, secondo la stampa locale.

Pochi mesi dopo, ad ottobre, nel nord-est della Namibia, più di 100 ippopotami sono stati trovati morti nel fiume Cubango che attraversa il parco nazionale di Bwabwata.

Più recentemente in Malawi, almeno 22 ippopotami sono morti in meno di due mesi – tra ottobre e novembre – nel parco nazionale di Liwonde. Anche in questo caso si sospetta che la causa fosse l’antrace.
Più di 100 elefanti sono stati invece uccisi dai bracconieri con il veleno, lo scorso anno in Zimbabwe (News 24)