Zimbabwe / Bracconaggio

Dieci elefanti – tra cui una madre con il piccolo – sono stati trovati morti nel parco nazionale di Hwange, una delle riserva naturali in Zimbabwe: sei di loro sono stati rinvenuti nella parte sud del parco la scorsa settimana, mentre gli altri appena fuori il settore nord. Tutti sono stati uccisi dai bracconieri utilizzando del veleno.

La tecnica di avvelenamento di pachidermi non è solo una pratica comune nel parco nazionale di Hwange dal 2013, quando si era verificato il massacro di più di 100 elefanti, ma anche in Kenya, dove nel marzo di quest’ anno è stato riportata l’uccisione di uno degli ultimi esemplari appartenenti alla rara specie dei “Big Tuskers”.

Il corpo della guardia forestale ha ritrovato vicino alla scena del delitto nella parte nord del parco, un contenitore dove veniva conservato il veleno. Tre persone sono state arrestate lo scorso fine settimana, una delle quali era in possesso di avorio.

A causa del bracconaggio per il profittevole commercio illegale dell’avorio, richiesto dai mercati asiatici infatti, la popolazione di elefanti africani è sempre più in diminuzione e potrebbe estinguersi nel giro di pochi decenni.

Diversi sono stati i tentativi di lotta contro il bracconaggio: nel novembre del 2015 il ministro per l’Ambiente, le risorse idriche e il clima, Oppah Muchinguri-Kashiri, aveva annunciato che l’esercito avrebbe affiancato i ranger nella lotta al bracconaggio. Nel settembre 2016 a Johannesburg, in Sud Africa, la maggiore protezione dei pachidermi fu la preoccupazione centrale della 17° Cop, la Conferenza organizzata dalla Cites (Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna minacciate di estinzione). Ma nonostante tutto, il problema non è ancora risolto. (The Guardian)