Zimbabwe / Elezioni 2018

Il presidente dello Zimbabwe, Emmerson Mnangagwa, è sfuggito ad un attentato sabato, durante un comizio elettorale nello stadio di Bulawayo, roccaforte dell’opposizione in cui il suo partito, ZANU-PF, ha perso tutte le elezioni nazionali dal 2000.

Mnangagwa aveva appena finito il suo intervento quando è avvenuta un’esplosione che ha ferito 49 persone, tra cui la moglie del vicepresidente, il generale Constantino Chiwenga, colui che guidò il golpe bianco che lo scorso novembre depose il 94enne presidente Robert Mugabe. Un «atto terroristico», ha detto Chiwenga, che non ritarderà le elezioni presidenziali, parlamentari e locali del 30 luglio.

Non è chiaro il motivo dell’attacco – che Mnangagwa ha definito «un atto codardo» -, né chi ne sia responsabile, o come sia stata violata la sicurezza attorno al presidente. Il portavoce della polizia nazionale, Charity Charamba, ha detto che la polizia sta indagando ed ha offerto una “ricompensa sostanziosa” per chi fornirà informazioni utili.

Il leader dell’opposizione e principale sfidante del presidente alle prossime elezioni, Nelson Chamisa, ha condannato l’attentato e ha dichiarato su Twitter che «la violenza non deve avere alcun posto nella nostra politica».

Senza fare nomi, Mnangagwa ha parlato di persone che non hanno accettato la sua presidenza e che dietro l’esplosione ci sarebbero i suoi «soliti nemici».

Due fonti anonime vicine al presidente hanno detto all’agenzia Reuters che alcuni lealisti di Mugabe all’interno dell’apparato di sicurezza e nell’establishment governativo sono «rimasti feriti» per il colpo di stato di novembre. «Non si può dire che sia un atto terroristico e nemmeno che sia opera di attori statali che vogliono prendere il potere», ha detto a Reuters una delle fonti «Queste sono persone che vogliono danneggiare il presidente e hanno accesso al suo enturage». (Voice of America)