Zimbabwe / Colera

Il ministero della Sanità dello Zimbabwe ha dichiarato ieri lo stato d’emergenza per un’epidemia di colera scoppiata nella capitale Harare, dove ha causato 20 morti.

Il ministro della Salute, Obadiah Moyo, ha detto che il focolaio si sta diffondendo in altre parti del paese. «I numeri crescono di giorno in giorno e ad oggi ci sono oltre 2.000 casi, un numero abbastanza grande», ha precisato, attribuendo la causa alla carenza di acqua potabile e alle scarse condizioni igienico-sanitarie in alcuni sobborghi, da mesi senza acqua e con le tubature fogniarie rotte. «Il problema è sorto a causa delle fogne bloccate e dei rifiuti che non sono stati raccolti regolarmente, ma ci sono anche problemi di mancanza di acqua» ha aggiunto, senza precisare quali iniziative il governo intende attuare per fermare il contagio.

Delle tende sono state installate presso l’ospedale per le malattie infettive della capitale per far fronte al crescente numero di pazienti.

Nella memoria di tutti è riaffiorato quanto avvenuto nel 2008, quando il paese dell’Africa meridionale, piombato nell’abisso della deflazione e alle prese con una drammatica crisi economica, non fu in grado di arginare l’epidemia che uccise oltre 4.000 persone, provocando migliaia di profughi.

Il colera è causato dall’ingestione di cibo o acqua contaminati da un batterio che può uccidere in poche ore se non trattato.

Anche nel nord-est della Nigeria, nello Stato federale di Borno, un focolaio di colera ha ucciso 18 persone nell’ultimo mese, secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (UNOCHA). (News 24 / Agenzia Anadolu)