Zimbabwe

Attraverso una circolare il governo di Harare ha dichiarato che le locazioni per i proprietari terrieri bianchi in Zimbabwe avranno una durata di 99 anni e non più di massimo cinque come era previsto fino ad oggi.

Il provvedimento segue le recenti dichiarazioni del nuovo presidente Emmerson Mnangagwa, il quale ha affermato di voler porre fine alle discriminazioni razziali in ambito agricolo, messe in atto dal deposto presidente Robert Mugabe.

Sono infatti poco meno di 400 gli agricoltori bianchi che conducono ancora le loro attività in Zimbabwe, dopo che nei primi anni 2000 il governo Mugabe ha espropriato le terre ad almeno 4000 proprietari per ridistribuirle tra i neri, storicamente emarginati.

La proprietà delle terre è da sempre un argomento problematico nella nazione dell’Africa australe, specie dopo l’indipendenza nel 1980, in quanto parte dei terreni agricoli maggiormente redditizi restarono nelle mani di proprietari bianchi, mentre la maggioranza di popolazione nera restava povera e senza terra.

Il cambio di linea dell’esecutivo di Harare ha come obiettivo quello di tornare ad attrarre investitori stranieri, dopo anni di crisi economica provocati anche dalla riforma agraria dell’era Mugabe.

All’inizio di gennaio le istituzioni zimbabwane hanno anche annunciato di voler considerare l’idea di istituire un tribunale speciale, con l’obiettivo di determinare il valore della compensazione per i proprietari terrieri bianchi che hanno perso le terre nel 2000. (The Herald / Reuters)