Zimbabwe / Economia

La direttrice del Fondo monetario intenazionale (Fmi), Christine Lagarde (nella foto con il presidente Emmerson Mnangagwa), ha approvato venerdì scorso un programma di sostegno monitorato alla nuova valuta dello Zimbabwe e ad altre riforme economiche, sebbene l’istituzione abbia affermato che le attuali misure di riforma monetaria del paese hanno aggiunto “significativa incertezza” alle prospettive inflazionistiche e dei tassi d’interesse.

Lo Staff monitored program (Smp) va dal 15 maggio 2019 al 15 marzo 2020, ha detto il Fmi, sottolineando che “le politiche economiche sotto lo Smp evidenziano il ripristino della stabilità del settore macroeconomico e finanziario”.

Lo Smp sostiene il programma di “grande aggiustamento fiscale”, l’eliminazione del finanziamento della banca centrale del deficit fiscale e “l’adozione di riforme che consentano l’efficace funzionamento dei mercati valutari e del debito”. Tra queste figurano la privatizzazione di alcune imprese di proprietà statale e il rafforzamento della governance, in particolare nei settori degli appalti e dell’amministrazione delle entrate. Ci saranno anche riforme per migliorare l’ambiente del business.

“L’Smp include anche importanti salvaguardie per proteggere le persone più vulnerabili”, ha detto il Fondo. Ciò avviene a seguito della crescente opposizione a misure di austerità del governo che, tra le altre cose, hanno aumentato le tasse e ridotto i sussidi. Il segretario permanente presso il ministero delle Finanze, George Guvamatanga, ha dichiarato che il governo istituirà misure per proteggere i poveri e i più vulnerabili. Ciò include sovvenzioni al trasporto pubblico alla luce degli aumenti dei prezzi del carburante, in seguito alla liberalizzazione del finanziamento delle importazioni di petrolio.

Tuttavia, il Fmi rileva che lo Zimbabwe rimane in difficoltà per l’enorme indebitamento, con arretrati di 5,7 miliardi di dollari alla fine del 2017. Un debito che impediva l’accesso a “nuovi finanziamenti da parte delle istituzioni finanziarie internazionali, limitando l’accesso a finanziamenti esterni per creditori commerciali e non tradizionali”. (News 24)