Zimbabwe

Il parlamento dello Zimbabwe ha approvato ieri un disegno di legge che modifica la Costituzione per dare al presidente il potere di nominare i giudici, senza dover consultare altre istituzioni. Se dovesse essere approvata, la legge consentirà al 93enne Robert Mugabe di eleggere con decisione unilaterale i vertici della magistratura del paese e i loro vice.

L’attuale Costituzione, approvata nel 2013 con referendum, consente già al presidente la nomina del capo della giustazia, ma il magistato è scelto tra una rosa di individui raccomandati dalla commissione giudiziaria, e scelti dopo pubbliche audizioni dei candidati.

Come prevedibile, il vicepresidente Emmerson Mnangagwa, che è anche a capo del parlamento, ha salutato favorevolmente l’adozione del disegno di legge. Il partito Zanu-PF di Robert Mugabe – al potere dall’indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1980 -, d’altronde, gode della maggioranza in parlamento.  

I piani per dare a Mugabe maggior potere sulla nomina dei magistrati sono in essere dall’inizio di quest’anno, dopo il pensionamento per raggiunti limiti d’età, del capo della giustizia. Lo Zanu-Pf aveva allora immediatamente chiesto ai tribunali di interrompere le audizioni pubbliche per la nomina del sostituto, e di attendere la modifica della Costituzione che avrebbe consentito a Mugabe di scegliere il nuovo giurista. Ma l’emendamento non è passato, così il partito al potere lo ha interodotto come disegno di legge.

L’opposizione e la società civile hanno espresso preoccupazione per un indebolimento della magistratura, in particolare in vista delle elezioni del 2018, in quanto la Corte Suprema potrebbe avere l’ultima parola in merito a possibili (e probabili) controversie. (VoA / News 24)