Zimbabwe

Ieri il generale Constantino Chiwenga, capo delle Forze di difesa dello Zimbabwe (ZDF) ha minacciato di intervenire se continueranno le epurazioni all’interno del partito al potere, Zanu-Pf. Lo ha fatto durante una rara dichiarazione, nel corso di una conferenza stampa nella capitale Harare all’interno del quartier generale dell’esercito, assieme ad altri 90 alti ufficiali.

La dichiarazione arriva una settimana dopo che il presidente Robert Mugabe ha licenziato uno dei suoi due vice, Emmerson Mnangagwa, per “aver esibito slealtà, mancanza di rispetto, falsità e inaffidabilità”. Mnangagwa, un veterano della guerra d’indipendenza molto vicino alle forze di difesa zimbabwane, ha lavorato al fianco dell’ormai 93enne presidente per 40 anni, servendo più volte come ministro, ed era considerato da molti come un suo possibile successore.

Nell’ambito della lotta interna al partito per la successione all’anziano leader, il licenziamento di Mnangagwa è apparso come una chiara mossa a favore della moglie di Mugabe, Grace, altra candidata di primo piano ad occupare il posto del marito. L’ex-vicepresidente, intanto, ha lasciato il paese perché “minacciato” e attualmente si troverebbe in Cina dopo esser passato per il vicino Sudafrica. Attraverso un comunicato diffuso mercoledì scorso, ha però fatto sapere che rientrerà presto in Zimbabwe.

Il generale Chiwenga nel suo discorso non ha fatto alcun riferimento diretto a Mugabe e alla first lady. È apparso però molto duro, affermando che “l’attuale epurazione, che sta prendendo chiaramente di mira i membri del partito con un passato nella lotta d’indipendenza, deve cessare” e lanciando una chiara minaccia: “Dobbiamo avvertire chi sta dietro a queste infide bravate che quando si tratta di proteggere la nostra rivoluzione, l’esercito non esiterà ad intervenire”.

Grace Mugabe ha l’appoggio della nuova generazione di politici all’interno dello Zanu-Pf, denominata “Generazione 40” ed è a capo della lega femminile del partito. Il deposto Mnangagwa ha invece il supporto dei politici più anziani e dei reduci della guerra d’indipendenza. A questo punto è sempre più probabile che l’ex-vicepresidente lasci il partito e si unisca all’opposizione come ha fatto in precedenza Joice Mujuru, anche lei vittima di un’epurazione orchestrata da Grace Mugabe nel 2014.

In vista delle elezioni del prossimo anno, le dichiarazioni di Chiwenga alzano la tensione e fanno presagire una dura lotta per la successione di Mugabe, il quale ha comunque già annunciato che si ricandiderà nonostante sia indebolito dall’età. (Bbc / New Zimbabwe / Daily News)