Zimbabwe

Nove persone del villaggio di Saba, nel distretto di Binga, nel nord dello Zimbabwe, sono sospettate d’aver contratto l’antrace dopo aver mangiato carne di ippopotami morti. La notizia è stata diffusa ieri dall’emittente Zimbabwe Broadcasting Corporation (ZBC) secondo la quale sarebbero 58 gli abitanti del villaggio a rischio, per aver ingerito la carne dell’animale.

L’incidente è estremamente preoccupante dato il gran numero di persone che potrebbero essere esposte, per l’ingestione di carne di ippopotami e non solo. Le spore di antrace, infatti, possono sopravvivere nell’ambiente per decenni. L’antrace si maniferta generalmente come malattia endemica in animali erbivori selvatici o domestici, ma può trasmettersi all’uomo per esposizione ad animali infetti, per inalazione di spore del batterio o per ingestione di cibo da queste contaminato.

Dieci giorni fa le autorità sanitarie locali e gli ambientalisti dell’organizzazione Bhejane Trust avevano pensato che la morte misteriosa di 11 ippopotami nello stesso distretto, fosse dovuta all’uso di pesticidi da parte degli abitanti dei villaggi, le cui coltivazioni raggiungono il bordo del bacino del Lago Kariba. Il numero di ippopotami morti è intanto salito a 16.

In un post su Facebook, il Bhejane Trust ha affermato che l’insetticida utilizzato potrebbe essere carbaril, che viene usato per controllare gli afidi e altri parassiti all’aperto. Le autorità statali non hanno confermato la natura del pesticida, ma il ministro dell’Ambiente, Oppah Muchinguri-Kashiri, ha ammesso che gli abitanti del villaggio stavano utilizzando sostanze chimiche per “proteggere le colture dai vermi”. Non è chiaro se si tratti di un riferimento agli army warms, che stanno causando enormi danni alle coltivazioni di mais dello Zimbabwe e ad altre colture cerealicole in tutta l’Africa meridionale e orientale.
Le autorità stanno ancora lavorando per fare luce sull’inquietante vicenda. (News 24)