La campagna elettorale zimbabweana è stata “macchiata” da un «crescente numero di intimidazioni e minacce di violenza» contro gli elettori, alcuni dei quali «costretti a partecipare ai comizi». È quanto si legge in un comunicato dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani reso pubblico ieri, con il quale l’Onu si dice preoccupato per il clima nel paese a pochi giorni dalle elezioni presidenziali del 30 luglio.

Secondo gli osservatori Onu, la maggior parte dei casi è stata registrata nelle zone rurali del paese. Il Palazzo di Vetro ha denunciato, inoltre, il linguaggio denigratorio usato in particolare contro i candidati di sesso femminile, come sottolineato dalla portavoce Elizabeth Throssell.

L’Ufficio non ha accusato direttamente alcun partito, ma in passato lo Zanu-PF, il partito attualmente al potere, è stato più volte accusato di violenze durante le campagne elettorali.

«Chiediamo alle autorità, ai partiti politici e ai loro sostenitori, di fare in modo che tutti i cittadini dello Zimbabwe possano partecipare liberamente e senza paura a un processo elettorale credibile», conclude il documento.

Le elezioni di lunedì prossimo saranno le prime nella storia dello Zimbabwe dalla caduta di Mugabe, dopo 37 anni di potere incontrastato, avvenuta lo scorso novembre a seguito di un “golpe bianco” dell’esercito che ha portato al potere l’attuale presidente Emmerson Mnangagwa. Quest’ultimo è favorito per la vittoria elettorale, ma il suo principale sfidante, il giovane Nelson Chamisa del Movimento per il cambiamento democratico (MDC) è a soli tre punti di distanza nelle intenzioni di voto degli ultimi sondaggi. (BBC)