Lo Zimbabwe ha fatto registrare, quest’anno, un record nell’esportazione di tabacco con più di 237 milioni di chilogrammi venduti all’estero. I dati dell’Industria del tabacco e del settore marketing (TIMB) hanno mostrato come le vendite abbiano già superato la cifra più alta, di 236,9 milioni di chilogrammi, raggiunta nel 2000.

I proventi derivanti dal tabacco, il secondo bene maggiormente esportato dallo stato africano dopo l’oro, hanno rappresentato un quarto dei 3,8 milioni di dollari derivanti dell’export già nel 2017. La produzione è notevolmente aumentata in seguito agli investimenti condotti da società private e all’aumento della domanda soprattutto dalla Cina, quest’anno, infatti, 111.000 agricoltori hanno coltivato tabacco, contro gli 81.000 dello scorso anno, come mostrano i dati TIMB.

Il settore agricolo è mutato in Zimbabwe dopo che una campagna di sequestri condotta dal governo nel 2000 aveva sfrattato con la forza molti coltivatori bianchi che gestivano circa l’85% della produzione di tabacco. Da qui decine di migliaia di agricoltori neri hanno beneficiato delle riforme agrarie ed hanno iniziato a coltivare tabacco. Di questo cambiamento nel settore, che ha comportato anche l’aumento dello sfruttamento del lavoro minorile, ha parlato l’amministratore delegato di TIMB, Andrew Matibiri, che ha riferito che ora più persone coltivano terreni più piccoli determinando l’incremento della produzione e una maggiore redistribuzione dei proventi legati a questa attività. (Africa News)