Zimbabwe

Il presidente zimbabwano Robert Mugabe ha operato un radicale rimpasto di governo come aveva preannunciato sabato scorso, durante un incontro con l’ala giovanile del suo partito, Zanu-PF.
La modifica più importante decisa dal 93enne presidente riguarda lo spostamento di Patrick Chinamasa dal ministero delle Finanze al nuovo dicastero della Cyber Sicurezza che si focalizzerà sui crimine nel web e in particolare sui social network.

Ciò dimostra il controllo che le istituzioni di Harare stanno mettendo in campo in vista delle elezioni del 2018, alle quali Mugabe (al potere dal 1980) si ripresenta come candidato. Recentemente il governo zimbabwano è stato messo in difficoltà dal movimento di protesta #ThisFlag creato dal pastore Evan Mawararire e che ha avuto successo proprio grazie ai social network. La repressione delle dimostrazioni organizzate dal movimento sono state represse duramente e Mawarire arrestato e rilasciato più volte.

Proprio Chinamasa aveva chiesto un maggior controllo delle notizie diffuse sui social, considerate una “minaccia alla sicurezza nazionale”. Avendo una formazione giuridica, sarà lui l’incaricato della preparazione della legge sul cyber crimine, richiesta a gran voce dallo Zanu-PF.

Il posto di Chinamasa al ministero delle Finanze è stato invece assegnato ministro degli Interni, Ignatius Chombo. Quest’ultimo, senza alcuna esperienza in ambito economico, deve occuparsi della grave crisi che il paese sta affrontando, con livelli di inflazione record e carenza di valuta estera nelle casse statali che ha fatto sviluppare il mercato nero. Chombo è però nato nello stesso distretto di Mugabe ed è da sempre un suo fedelissimo.

Come previsto, esce indebolito dal rimpasto il vice-presidente Emmerson Mnangagwa, considerato un possibile successore di Mugabe alla guida del partito. A Mnangagwa è stato tolto il dicastero della Giustizia che è stato assegnato al capo dell’agenzia nazionale di spionaggio, Happyton Bonyongwe.

Mnangagwa, conosciuto come “il coccodrillo”, è al centro delle tensioni fra le fazioni interne allo Zanu-PF sulla successione di Mugabe. In particolare è accusato di voler forzare il presidente al ritiro, in suo favore, dal gruppo denominato “Generazione 40” che appoggia la first lady, Grace Mugabe. Il vice-presidente nega ogni accusa, ma giovedì ha denunciato di aver subìto un tentativo di avvelenamento lo scorso agosto. La sua fazione, il “Team Lacoste”, ha immediatamente indirizzato i sospetti sulla moglie del presidente, rinfocolando le diatribe interne allo schieramento politico. (Reuters)