ZIMBABWE / COLERA

Nelle ultime tre settimane ad Harare, capitale dello Zimbabwe, il numero dei morti a causa dell’epidemia di colera è salito a 45.
Il paese del presidente Emmerson Mnangagwa è schiacciato tra la morsa della crisi igienico-sanitaria e quella della crisi economica.

Il governo, tramite i media e la polizia, sta cercando di evitare la diffusione del contagio ricordando alla popolazione di lavare sempre le mani, di fare attenzione ai sintomi e di astenersi dalla vendita di frutta e verdura fresca per le strade della città. Inoltre sono state limitate le riunioni di massa, compresi concerti e festival.

Il batterio che causa il colera e che può uccidere in poche ore, può essere facilmente ingerito se acqua e cibo sono contaminati, perciò la polizia sta effettuando stretti controlli sulle attività di vendita alimentare itineranti. Molti venditori però hanno paura delle ripercussioni economiche che graverebbero pesantemente sulla sopravvivenza delle loro famiglie, in seguito alle suddette limitazioni.

Qualche settimana fa, il ministro della Salute Obadiah Moyo, ha dichiarato che le cause dell’espansione dell’epidemia vanno ricercate nella carenza di acqua potabile e nelle scarse condizioni igienico-sanitarie di alcuni sobborghi, compresa la scarsa manutenzione delle tubature fognarie.

Lo Zimbabwe sta affrontando infatti un grave periodo di tracollo economico, caratterizzato dalla carenza di liquidità e di riserve di carburante, e dal forte aumento dei prezzi dei beni di prima necessità. La paura rimane quella della replica di quanto successo nel 2008, con un crollo economico causato dall’iperinflazione e la morte di 4.000 persone a causa dell’epidemia. (Al Jazeera)