• fondazione
  • nigrizia
  • afriradio
  • PM
  • museoafricano
  • i progetti
  • store
chi siamo | contatti |
  • home
    • Politica
    • Conflitti
    • Società
    • Immigrazione
    • Economia
    • Ambiente
    • Cooperazione
    • Non solo Africa
    • Chiesa e Missione
    • Armi
    • Cultura
  • BLOG
    • FilmFest Milano
    • FSM 2013 Tunisi
    • El Ayoubi
    • Baresi
    • Barlaam
    • Brasil Nordeste
    • Frigerio
    • Giannese
    • Kidané
    • Lerner
    • Nigrizia
    • Zanotelli
  • CAMPAGNE
  • FOCUS
    • L'avvenimento
    • Fatti & Problemi
    • Dossier
    • Chiesa & Missione
  • gallerie
    • i FOTOGRAFI
    • le GALLERIE
  • ATLANTE
  • ABBONAMENTI
  • LOGIN
notizie
Zimbabwe: verso la rinascita?
Zimbabwe: in arresto 10 deputati dell'opposizione
Zimbabwe: o sanzioni, o riforme
Zimbabwe: Tsvangirai si autosospende
Zimbabwe: «l’impasse prosegue»
Multinazionali VS Kimberly Process
L’Fmi riammette lo Zimbabwe
Zimbabwe, 'svolta al governo'
Zimbabwe, saranno diamanti di Kimberly
Africa australe a rapporto
Quel che sussurrano i diplomatici
Zimbabwe: verso la rinascita?
Zimbabwe al collasso
Zimbabwe: nominato Ministro dell'Economia
Tsvangirai premier
Zimbabwe: Bennet resta in carcere
Zimbabwe: verso la rinascita?
L'inutile Kimberley
Europa e Africa si incontrano a Lisbona
Zimbabwe al collasso
Zimbabwe: nominato Ministro dell'Economia
Dialogo alla pari?
Tsvangirai premier
Zimbabwe: Bennet resta in carcere
L'inutile Kimberley
Zimbabwe: in arresto 10 deputati dell'opposizione
Europa e Africa si incontrano a Lisbona
Dialogo alla pari?
Zimbabwe: o sanzioni, o riforme
Zimbabwe: Tsvangirai si autosospende
Zimbabwe: «l’impasse prosegue»
Multinazionali VS Kimberly Process
Zimbabwe: verso la rinascita?
L’Fmi riammette lo Zimbabwe
Zimbabwe, 'svolta al governo'
Zimbabwe, saranno diamanti di Kimberly
Africa australe a rapporto
Quel che sussurrano i diplomatici
Le pop notizie
Cécile a testa alta
“Il governo sudanese mira a distruggere la Chiesa cattolica”
Le picconate di Grillo
nigrizia store
FondazioneNigrizia Store
lunedì 01 gennaio 2001

Zimbabwe

 

Zimbabwe

1200-1600: nascita, ascesa e declino del regno di Monomotapa, ritenuto associato alla "Grande Zimbabwe" (di cui rimangono ancora le grandi mura) e dedito alla produzione di oro e al commercio internazionale. Anni 1830: gli ndebele, sconfitti dal re zulu Shaka, fuggono dalla Zululand (Sudafrica) e invadono il sud-est del territorio, dove fondano un regno. 1830: arrivano cacciatori, commercianti e missionari europei; il re ndebele concede diritti esclusivi di sfruttamento delle risorse minerarie alla Compagnia Britannico-Sudafricana (Bsac) dell'imprenditore Cecil John Rhodes.

1889: la Gran Bretagna autorizza la Bsac ad assumere il controllo del territorio, che diventerà Rhodesia del Sud, con il compito di colonizzarlo. 1890: carovane di coloni bianchi arrivano dal sud e giungono fino a dove sarebbe sorta l'odierna Harare. 1893: ribellione degli ndebele, seguita da una violenta repressione. 1923: termina l'amministrazione della Bsac e la minoranza bianca opta per l'autogoverno (con un regime di segregazione razziale). 1930: una legge limita ai neri l'accesso alle terre, forzando molti di loro a farsi assumere come lavoratori agricoli nelle fattorie bianche. Anni 1930-60: cresce l'opposizione al regime coloniale, che sfocia presto nella creazione di gruppi nazionalistici e movimenti indipendentisti africani, in particolare l'Unione zimbabweana dei popoli africani (Zapu), di Joshua Nkomo, e l'Unione nazionale africana dello Zimbabwe (Zanu), di Robert Mugabe.

1953: la Gran Bretagna crea la Federazione dell'Africa Centrale, formata da Rhodesia del Sud Zimbabwe), Rhodesia del Nord (Zambia) e Nyasaland (Malawi). 1963: la Federazione si dissolve quando lo Zambia e il Malawi diventano indipendenti. 1964: Ian Smith, leader del Fronte rodhesiano (Rf), diventa primo ministro e cerca di convincere Londra a concedere l'indipendenza.

1965: i coloni bianchi optano per una dichiarazione unilaterale d'indipendenza, incorrendo in sanzioni internazionali ed embargo imposti dall'Onu; lotta armata dei movimenti africani di liberazione (Zapu e (Zanu). 1972: la guerra contro il regime bianco s'intensifica, portata avanti dai due fronti rivali che operano partendo dalle loro basi in Zambia e Mozambico. 1978: il primo ministro Ian Smith negozia con alcuni leader neri; si celebrano le elezioni per la formazione di un governo di transizione (sabotate da Zanu e Zapu); il nuovo governo è guidato dal vescovo Abel Muzorewa, ma non ottiene il riconoscimento internazione; la guerra continua. 1979: Londra sponsorizza colloqui di pace tra le parti in lotta (alla Lancaster House) che portano alla pace e alla stesura di una nuova costituzione, che garantisce i diritti della minoranza bianca.

1980, febbraio: la Zanu di Robert Mugabe vince le elezioni supervisionate dalla Gran Bretagna; il pastore metodista Canaan Banana è presidente; Mugabe è primo ministro; Nkomo è membro del governo; 18 aprile: l'indipendenza dello Zimbabwe è internazionalmente riconosciuta.

1982: Mugabe licenzia Nkomo, con l'accusa di voler rovesciare il governo; la famigerata Quinta Brigata, predisposta da istruttori nord-coreani, viene impiegata per domare la rivolta di ex guerriglieri fedeli a Nkomo nelle provincie del Midlands e Matabeleland, massacrando, in pochi anni, decine di migliaia di civili ndebele. 1985, giugno: la Zanu vince le elezioni parlamentari. 1987, settembre: Mugabe e Nkomo unificano i loro due partiti nel Fronte patriottico dell'Unione nazionale africana dello Zimbabwe (Zanu-Pf); dicembre: Mugabe cambia la costituzione e diventa presidente con poteri esecutivi.

1990, marzo: la Zanu-Pf ottiene 116 su 119 seggi in parlamento; la riforma agraria autorizza il governo a espropriare le terre dei bianchi dietro indennizzo. 1996, aprile: Mugabe è rieletto presidente; 30% delle terre bianche viene ridistribuito a cittadini neri; novembre: Mugabe espropria 841 fattorie. 1998: crisi economica caratterizzata da rivolte e scioperi. 1999: mentre la crisi continua, 11mila militari sono inviati nell'Rd Congo a combattere per Laurent-Désiré Kabila contro Mobutu; il regime di Mugabe diventa sempre più impopolare e nasce il Movimento democratico per il cambiamento (Mdc), guidato da Morgan Tsvangirai.

2000, febbraio: Mugabe è sconfitto nel referendum costituzionale indetto per aumentare i poteri del presidente; centinaia di fattorie bianche sono occupate da ex guerriglieri della Zanu in una violenta campagna che reclama per i neri le terre rubate dai bianchi; giugno: alle elezioni parlamentari, nonostante i brogli, la Zanu-Pf ottiene solo 5 seggi in più del Mdc.

2001, maggio: Moven Mahachi, ministro della difesa, muore in un incidente stradale (è il secondo ministro a morire in due mesi); luglio: il ministro delle finanze, Simba Makoni, riconosce pubblicamente la grave crisi economica in cui versa il paese (le riserve di valuta estera sono finite e il cibo scarseggia); Mugabe è accusato di violazioni dei diritti umani; Banca mondiale e Fmi tagliano i fondi per le continue esropriazioni delle fattorie bianche da parte del regime.

2002: il parlamento passa una legge che limita la libertà dei media; l'Unione europea impone sanzioni e ritira la sua delegazione di monitoraggio delle elezioni, quando il presidente della stessa è espulso dal paese; marzo: Mugabe è rieletto presidente in uno scrutinio criticato dall'opposizione e dagli osservatori internazionali; il Commonwealth espelle lo Zimbabwe per un anno; vengono decise sanzioni bancarie internazionali contro alcuni membri del governo; aprile: viene dichiarato lo stato di emergenza per la quasi totale mancanza di cibo; maggio: il parlamento approva una nuova legge che ordina il sequestro di 2.900 fattorie bianche (ai proprietari sono dati 45 giorni per abbandonare le loro terre).

2003, marzo: sciopero generale e brutale repressione (molte le persone arrestate); giugno: Tsvangirai è più volte arrestato e accusato di tradimento (Mugabe lo accusa di aver tentato di ucciderlo); approvate nuove leggi draconiane sulla stampa; novembre: Canaan Banana, il primo presidente nero dello Zimbabwe, muore a 67 anni; dicembre: lo Zimbabwe esce dal Commonwealth, dopo che l'organizzazione ha deciso di prolungare la sospensione del paese a tempo indeterminato.

2004, marzo: un gruppi di mercenari - forse diretti in Guinea Equatoriale per un colpo di stato - è intercettato all'aeroporto di Harare; il loro leader, il britannico Simon Mann, è condannato a 7 anni di carcere per aver cercato di acquistare armi; ottobre: il leader dell'opposizione, Morgan Tsvangirai, è prosciolto dall'accusa di tradimento ma è subito raggiunto da nuove accuse di tradimento.

2005, gennaio: gli Usa definiscono lo Zimbabwe «una tirannia»; marzo: la Zanu-Pf vince ancora un volta le elezioni parlamentari; Tsvangirai denuncia brogli; maggio-luglio: l'operazione "ripulitura urbana" (cioè eliminare le baraccopoli) lascia 700mila persone senza casa; agosto: i procuratori lasciano cadere tutte le accuse di tradimento contro Tsvangirai; novembre: la Zanu-Pf ottiene la maggioranza dei seggi nella neo istituita alta camera del parlamento (senato); la maggioranza si è divisa sulla decisione del suo leader di boicottare il voto; il capo della missione Onu in Zimbabwe definisce il paese «una nazione collassata».

2006, aprile-maggio: l'inflazione è al 1.043% e la disoccupazione al 70%; 4 milioni di abitanti dipendono dagli aiuti alimentari esteri; agosto: tre zeri (000) vengono stampigliati sulle banconote; settembre: dimostrazione antigovernativa dispersa brutalmente dalla polizia; leader sindacalisti arrestati e torturati; il partito al potere, la Zanu-Pf, approva lo slittamento delle elezioni presidenziali dal 2008 al 2010 (in pratica, estende il mandato di Mugabe di due anni).

2007, febbraio: sono bandite marce e dimostrazioni antigovernative per 3 mesi; marzo: Tsvangirai, arrestato nel corso di una manifestazione e malmenato, finisce in ospedale e un dimostrante è ucciso; maggio: manca la luce per 20 ore su 24; giugno: cinque persone accusate di complotto contro lo stato; colloqui preliminari tra Zanu-Pf e Mdc in Sudafrica; novembre: inflazione al 26.000%; dicembre: Mugabe partecipa al vertice Africa-Unione europea a Lisbona, ma il primo ministro britannico Gordon Brown boicotta l'incontro.

2008, gennaio: manca cibo; febbraio: inflazione al 170.000%; marzo: il Mdc vince le elezioni parlamentari e Tsvangirai reclama di aver ottenuto più del 50% dei voti, ma la commissione elettorale decide che ci debba essere un secondo turno; giugno: Mugabe è dichiarato vincitore del secondo turno (cui non partecipa Tsvangirai) e inizia il suo sesto mandato presidenziale; agosto: l'inflazione è a 12.500.000%; Russia e Cina pongono il veto a una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu che vorrebbe imporre nuove sanzioni allo Zimbabwe; luglio: Unione europea e Usa inaspriscono le loro sanzioni contro i leader governativi dello Zimbabwe; settembre: Mugabe e Tsvangirai firmano un accordo per una spartizione del potere, ma l'attuazione dell'accordo si bloccato sulle possibili nomine dei ministri; dicembre: il governo dichiara l'emergenza nazionale per una epidemia di colera e il totale collasso del sistema sanitario nazionale.

2009, gennaio: il governo permette l'uso di banconote straniere nel tentativo di frenare l'inflazione; febbraio: dopo lunghe trattative sulla formazione del governo di unità nazionale, Tsvangirai è nominato primo ministro; subito dopo, sua moglie muore in un incidente, mentre lui rimane ferito; dopo anni di "iperinflazione", i prezzi dei beni di consumo cominciano a scendere; giugno: inizia la revisione della costituzione; Tsvangirai viaggia in l'Europa nel tentativo di stimolare il consenso dei donatori internazionali; settembre: a un anno dalla spartizione del potere, l'Mdc si dice frustrato e accusa Mugabe di perseguitare gli aderenti al movimento; giungono delegazioni dell'Ue e americane (come segno di disgelo), anche se la Gran Bretagna è decisa a mantenere le sanzioni; il Fondo monetario internazionale dà 400 milioni di dollari allo Zimbabwe, come parte dell'accordo raggiunto dal G20 di aiutare gli stati membro; ottobre: Mugabe invoca un nuovo inizio nelle relazioni con l'Occidente.

2010: gennaio: Tsvangirai chiede un rallentamento delle sanzioni, adducendo un certo successo da parte del governo di unità nazionale; l'Alta corte dello Zimbabwe rigetta un verdetto di una corte regionale contro il programma di riforma terriera del presidente Mugabe; marzo: una nuova legge obbliga le imprese straniere a vendere la maggioranza delle proprie azioni ai locali; giugno: i possessori di tenute agricole coltivate a prodotti per l'esportazione dicono di essere di nuovo vittime di un'ondata di attacchi; luglio: il governo riprende in mano la vendita ufficiale dei diamanti, per evitare un embargo da parte dei paesi membri del Sistema di certificazione del processo di Kimberley, molto critici del mancato rispetto dei diritti umani nelle miniere di Marange; settembre: Tsvangirai accusa la Zani-Pf di fomentare violenze nel corso di consultazioni pubbliche sulla nuova costituzione; dicembre: la Zanu-Fp nomina Mugabe come candidato alle prossime elezioni presidenziali; Grace, la moglie di Mugabe, inizia azioni legali contro WikiLeaks, per la pubblicazione di documenti che la accuserebbero di commercio illegale di diamanti.

2011, febbraio: l'Unione europea rallenta le sanzioni contro lo Zimbabwe, rimuovendo i nomi di 35 personalità vicine a Mugabe dalla lista delle persone di cui aveva congelato i conti; febbraio: un rapporto stilato da gruppi per i diritti umani parla di un'escalation di violenza contro i sostenitori dell'opposizione; il primo ministro Tsvangirai dice che il governo di unità nazionale è reso impotente dalla violenza di esponenti della Zanu-Pf, contrari a ogni spartizione di potere; agosto: il gen. Solomon Mujuru, uno dei più seri politici del paese, muore in un misterioso incendio della sua casa; novembre: il Processo di Kimberley toglie l'embargo alle esportazioni dei diamanti estratti dalle due miniere di Marange; dicembre: al congresso della Zanu-Pf, Mugabe si candida alle prossime elezioni e definisce «mostruosa» la condivisione del potere con l'opposizione.

2012, febbraio: l'Unione europea toglie le sanzioni contro alcune personalità dello Zimbabwe, ma mantiene contro Mugambe le restrizioni di viaggiare e il congelamento delle sue ricchezze all'estero; il Comitato costituzionale completa la bozza della nuova costituzione, ma le contestazioni su varie clausole continuano; marzo: la Zimplats, uno dei più grandi produttori mondiali di platino, accetta in via di principio di trasferire la maggioranza delle sue azioni investite in Zimbabwe ad azionisti locali; aprile: aumenta la violenza politica e il Mdc di Tsvangirai protesta contro i troppi divieti di tenere comizi politici; maggio: il commissario dell'Onu per i diritti umani, Navi Pillay, chiede all'Occidente di togliere le sanzioni contro alcune prominenti personalità zimbabweane, in quanto «queste sanzioni si traducono, in verità, in seri danni ai gruppi più vulnerabili del paese».

2013, gennaio: colloqui tra Mugabe e Tsvangirai portano a un accordo sulla bozza della nuova costituzione; febbraio: il governo propone il 16 marzo come data per il referendum sulla nuova costituzione; seguiranno nuove elezioni.

(Aggiornato al 15 febbraio 2013)

 

Nome ufficiale: Repubblica di Zimbabwe
Superficie: 390.757 km2
Capitale: Harare
Lingue: inglese (ufficiale), shona, sindebele e altre minori
Sistema politico: repubblica presidenziale
Indipendenza: 18 aprile 1980 (dal Regno Unito)
Capo dello stato: Robert Mugabe (primo ministro dal 1980; presidente esecutivo dal 31 dicembre 1987)
Primo ministro: Morgan Tsvangirai (dall’11 febbraio 2009)
Religioni: cattolici (10%), cristiani non cattolici (15%), seguaci delle religioni tradizionali (24%), sincretisti (cristianesimo-religioni tradizionali (50%), musulmani (1%)

 


Popolazione

Abitanti: 13.014.000 (stime luglio 2012)
Gruppi etnici: shona (82%), ndebele (14%), altri africani (2%), misti e asiatici (1%), bianchi (1%)
Crescita demografica annua: 4,35% (stime 2012)
Tasso di fertilità: 3,61 figli per donna (2012)
Popolazione urbana: 38%
Mortalità infantile (sotto i 5 anni): 80/1.000
Speranza di vita: 51,8 anni
Analfabetismo (sotto i 15 anni): 9,3%
Prevalenza Hiv: tra 14,3%
Accesso ai servizi sanitari: 68,4%
Accesso all’acqua potabile: 75,8%


Economia

72% della popolazione sotto la soglia di povertà
Indice di sviluppo umano: 0,376 (173° su 187 paesi)
Prodotto interno lordo: 10,8 miliardi di dollari (al cambio ufficiale; 6,9 miliardi di dollari a parità di potere d’acquisto nel 2012; statistiche altamente inaccurate)
Pil pro capite: 826 dollari (cambio ufficiale; 500 dollari a parità di potere d’acquisto)
Crescita economica annua: 5% (stime 2012)
Disoccupazione: 90%
Inflazione: 8,3% (2012)
Risorse naturali: carbone, minerali di cromo, amianto, oro, nickel, rame, minerali di ferro, vanadio, litio, stagno, minerali di platino
Prodotti agricoli: mais, cotone, tabacco, grano, caffè, canna da zucchero, arachidi; ovini e suini
Esportazioni: platino, cotone, tabacco, oro, ferrolega; tessili e vestiti (3,31 miliardi di dollari nel 2012)
Importazioni: macchinari e mezzi di trasporto, altri prodotti manifatturieri, prodotti chimici e petroliferi, carburanti, cibo (4,67 miliardi di dollari nel 2012)
Debito estero: 6,97 miliardi di dollari (fine 2012)



Fondazione Nigrizia Onlus

Copyright 2013-2014 Fondazione Nigrizia Onlus - Verona - P. IVA - 03978000234 - Alcuni diritti riservati

web site powered by Ideattiva Siti web Brescia - Cms Evolution