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Morte di don Pierluigi Di Piazza
Addio a un sacerdote di frontiera
È scomparso ieri un testimone coerente di cultura della non violenza, di pace, di accoglienza, solidarietà e impegno civile
16 Maggio 2022
Articolo di Redazione
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Don Pierluigi Di Piazza (1947-2022)

Tutti noi della Fondazione Nigrizia ci uniamo alle tantissime voci che piangono la scomparsa di don Pierluigi Di Piazza, un grande testimone del nostro tempo.

Ordinato prete nel 1975, laureatosi in Teologia e insegnante per 30 anni, don Pierluigi – spirato domenica 15 maggio – era nato in Carnia nel 1947, a Tualis di Comeglians (Udine), dove mercoledì si terranno le esequie e dove riposerà. L’ha portato via una grave malattia che lo aveva colpito da vari mesi.

È stato il fondatore del Centro di accoglienza e promozione culturale Ernesto Balducci con sede a Zugliano di Pozzuolo del Friuli, dove era parroco di San Michele Arcangelo. Le parole dei volontari del Centro riassumono bene la sostanza del lavoro di don Pierluigi: «Con costanza e rigore hai costruito percorsi di pace, di giustizia e solidarietà, li hai condivisi con tante persone, hai fatto crescere il Centro Balducci da un’intuizione nel lontano 1989 a una realtà conosciuta e apprezzata oggi in tutto il mondo».

Il Centro ha accolto per oltre un trentennio immigrati, profughi e rifugiati politici. Ultimi tra essi 25 profughi dall’Ucraina, che fanno parte dei 50 ospiti presenti nel Centro. Lungo gli anni vi hanno trovato ospitalità presso oltre mille persone provenienti da 50 paesi.

Nonostante le condizioni di salute ormai molto precarie, lo scorso 23 aprile, don Pierluigi aveva voluto essere presente al convegno organizzato in occasione dei 30 anni dalla morte di padre Ernesto Balducci ed era intervenuto a fianco dell’amico Vito Mancuso.

Insieme a padre David Maria Turoldo, suo conterraneo, e allo stesso padre Ernesto Balducci, don Di Piazza resterà nella memoria come testimone coerente di cultura della non violenza, di pace, di accoglienza, solidarietà e impegno civile. Molti i testimoni passati del Centro Balducci negli anni, tra essi il Dalai Lama e il Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel. Don Pierluigi aveva un rapporto di amicizia con Massimo Cacciari e con don Luigi Ciotti.

Da giornalista ha scritto decine di articoli per quotidiani e riviste, oltre a pubblicare vari libri. Tra i più noti, Nel cuore dell’umanità, storia di un percorso (2006), Questo straordinario Gesù di Nazaret (2010), Io credo. Dialogo tra un’atea e un prete (con Margherita Hack, 2012), Don Lorenzo Milani nella mia vita di uomo e prete (2017), Non girarti dall’altra parte. Le sfide dell’accoglienza (2019), Per un dolore umano (con V. Di Piazza e L. Orsi, 2020).

Don Di Piazza era un autentico “sacerdote di frontiera”. Dotato di grande fede, aveva sempre dimostrato una forte apertura all’ecumenismo e al dialogo fra le religioni, percorrendo costantemente ideali di giustizia e di salvaguardia del pianeta in sintonia con papa Francesco. Si distingueva anche per le sue posizioni sui principali temi di attualità che ha sempre trattato con grande spessore e rigore intellettuale.

Si definiva così: «Mi sento laico, umile credente sempre in ricerca, prete per un servizio disponibile, disinteressato, gratuito nella comunità cristiana e nella società». Le parole di un volontario del Centro esprimono il sentimento di moltissimi che hanno fatto pervenire la propria solidarietà e il proprio ricordo: «Abbiamo molto spesso ascoltato la tua sofferenza. Sei stato tanto amato e tanto bistrattato per le tue idee, ma a noi resta la luce delle tue parole pacate che fanno riflettere, che scuotono le coscienze, che spingono a guardare oltre. Hai dato tanto, tutto per gli altri senza tenere nulla per te, neppure qualche brandello di tempo libero. Ora il tuo tempo, i giorni che Dio ti ha concesso sono finiti e a noi resta lo sconforto della tua assenza. Addio Pierluigi, …e che l’andare ti sia lieve!».

 

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