Camerun
Il debito del paese è salito a 17,5 miliardi di dollari
Camerun: 30 milioni di dollari recuperati dai conti dei dipendenti pubblici deceduti
24 Maggio 2022
Articolo di Redazione
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Il presidente del Camerun Paul Biya

Un importo di 18,6 miliardi di franchi Cfa (circa 30 milioni di dollari) è stato recuperato dai conti bancari di dipendenti statali camerunesi deceduti. Lo ha dichiarato il Ministero delle finanze locale.

Tra gennaio 2019 e febbraio 2022 il Tesoro ha così conseguito risparmi di bilancio di circa 140,3 miliardi di franchi Cfa (circa 228 milioni di dollari) in questo contesto, essendo stati sospesi 5.181 dipendenti per atti falsi.

Lanciata nell’aprile 2018, l’operazione di conteggio del personale statale ha consentito di risparmiare fino 2,74 miliardi di franchi Cfa (circa 4,4 milioni di dollari) ogni anno.

I camerunesi vogliono credere che l’attuale consolidamento sarà quello giusto perché, da più di dieci anni, lo Stato fatica a controllare la sua massa salariale.

«Il Camerun ha nemmeno una forza lavoro di 400mila dipendenti pubblici. Come non riuscire a controllare le buste paga del personale statale?», chiede Jean-Baptiste, un giovane impiegato del settore privato a Yaoundé.

È dal 2005 che il governo ha avviato le operazioni di bonifica del fascicolo di bilancio. Tre sistemi computerizzati battezzati Antilope, SIGIPES 1 e SIGIPES 2 sono stati installati anche per controllare il salario statale.

Per portare alla luce i dipendenti pubblici fittizi, il ministero delle Finanze aveva optato, da agosto 2019, per il pagamento individuale degli stipendi dei dipendenti pubblici e per le pensioni.

In precedenza, veniva trasferita una grossa somma alla banca, che effettuava le distribuzioni nei vari conti.

Il Camerun ha un debito pubblico pari a 14.456 miliardi di franchi Cfa (pari a circa 17,5 miliardi di dollari), che rappresenta il 45,5% del prodotto interno lordo. È in aumento dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e del 7,4% su base annua.

Tale debito è costituito per il 92,5% da quello diretto dell’amministrazione centrale e per il 7,4% dal debito delle imprese pubbliche.

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