L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani si è detto allarmato per i video, i report e le testimonianze di numerosi abusi e violazioni dei diritti umani nelle regioni anglofone e nell’estremo nord del Camerun, perpetrati per lo più dalle forze governative.

La portavoce Julie de Rivero ha spiegato che, stando alle informazioni in possesso dell’Onu, «sono state documentate stragi di civili, un uso eccessivo della forza, distruzioni di abitazioni, detenzioni arbitrarie e torture». La de Rivero ha inoltre sottolineato che sono state raccolte anche numerose accuse contro i gruppi armati separatisti spesso responsabili di uccisioni ai danni della polizia camerunese. 

L’Alto commissario Zeid Ra’ad al Hussein ha definito deprecabile la decisione del governo di Yaoundé di non permettere l’accesso ai membri del suo ufficio nelle regioni del Sudovest e Nordovest del paese. Allo stesso tempo ha anche condannato l’imboscata dei separatisti anglofoni ai danni del ministro della difesa avvenuta lo scorso 13 luglio nella città di Kumba.

La crisi nelle regioni anglofone del Camerun si è aggravata dal dicembre del 2017 e lo scorso maggio sono stati registrati almeno 60 morti negli scontri tra governo e i secessionisti dell’Ambazonia.

Due settimane fa le forze di sicurezza camerunesi erano state accusate per via dei loro metodi repressivi brutali a seguito della pubblicazione di un video in cui si documentavano esecuzioni sommarie dell’esercito ai danni di donne e bambini accusati di far parte del gruppo estremista islamico nigeriano Boko Haram. (Rfi)

Copyright 2021 © Nigrizia - Tutti i diritti sono riservati