Speciale G8 agricoltura
Ripartire dalla terra: diventa un imperativo, dopo le conseguenze economiche e sociali della crisi finanziaria mondiale. Che costringe a rimettere l’agricoltura al centro dell’economia, a partire dai paesi poveri, in particolare quelli africani, dove la produzione agricola è alla base. Anche le nazioni del G8 hanno deciso di ripartire dalla terra: a Treviso si terrà il primo vertice dei ministri dell’agricoltura. Ma gli interessi delle potenze economiche spesso collidono con quelli dei paesi in via di sviluppo.

L’Africa riparte dalla terra
Mara Lamberti

Per superare la crisi economica mondiale bisogna partire dal locale per migliorare il globale. Non ci sarà nessuna soluzione al problema della fame e della povertà se i piccoli produttori agricoli non verranno ascoltati. Dall’Europa all’Africa la richiesta è la stessa: proteggere l’agricoltura e il mercato locale, ma spesso queste esigenze entrano in contrasto tra loro; gli Accordi di partnership economica (Epa) che l’Unione europea vuol far firmare ai paesi ex colonie (Africa, Caraibi, Pacifico) ne sono un esempio evidente.

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Le riforme strutturali imposte dagli organismi internazionali in molti casi hanno danneggiato la produzione agricola africana, mettendo in seria difficoltà le produzioni locali. Fondo monetario internazionale e potenze occidentali spingono perchè i paesi in via di sviluppo  aprano i loro mercati al commercio internazionale, senza curarsi degli effetti devastanti che il confronto con prodotti fortemente sovvenzionati avrebbe sulle già fragili economie. La concorrenza sleale che deriverebbe dall’apertura del mercato potrebbe infatti annientare le produzioni locali, favorendo solo le economie dei paesi più ricchi (Stati uniti, Ue, Canada, ma anche Cina e India), in cerca di nuovi mercati. Inoltre l’aumento dei prezzi, effetto della crisi mondiale, sta rallentando la crescita delle comunità in via di sviluppo e aggravando la situazione dei territori arretrati dove l’iniziativa agricola, sia estera che locale, è assente.

 

Proprio dall’Africa, dove la situazione è più critica, riparte l’iniziativa. Il 15 aprile, infatti, presso la sede della Col diretti a Roma, si riuniscono i presidenti di cinque reti contadine africane – la Rete delle Organizzazioni Contadine e dei Produttori Agricoli dell’Africa Occidentale (Roppa), la Federazione delle Organizzazioni Contadine dell’Africa Orientale (Eaff), la Piattaforma Regionale delle Organizzazioni Contadine dell’Africa Centrale (Propac), la Confederazione dei Sindacati Agricoli dell’Africana del Sud (Sacau) e l’Unione Magrebina di Agricoltori (Umagri) – per prendere parte al seminario “Verso il G8 agricolo: La parola alle organizzazioni contadine africane”.
Da un’idea, e con il supporto, della campagna EuropaAfrica – Terre Contadine , l’incontro romano punta a creare un rete di comunicazione tra le organizzazioni africane e quelle italiane.

Obiettivo finale del seminario è la stesura di un testo sui temi “dell’agricoltura, della sicurezza e della sovranità alimentare africana”, il documento, inoltre, conterrà gli obiettivi, le proposte e le richieste riguardo la partecipazione dei produttori agricoli africani alla gestione dell’agricoltura globale. Dichiarazione presentata il 15 aprile stesso alle ore 12.00, e consegnata in seguito alle autorità italiane che parteciperanno al vertice del G8 Agricolo, a quello del G8 sviluppo e a quello finale, sotto la presidenza italiana.

G8 dell’agricoltura a Treviso 

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Stefania Berlasso

 

A Cison di Valmarino, Treviso, dal 18 al 20 aprile 2009, si svolgerà il primo vertice degli otto grandi dedicato all’agricoltura. Parteciperanno ai lavori, oltre ai paesi del G8 (Italia, Canada, Federazione Russa, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti d’America), la Commissione Ue, la Presidenza Ceca dell’UE, i paesi del G5 (Brasile, Cina, India, Messico, Sudafrica, più l’Egitto) e, per la prima volta, i rappresentanti delle istituzioni internazionali come Fao, Pam (Programma Mondiale degli Alimenti), IFAD (Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo), Banca Mondiale e High Level Task Force sulla sicurezza alimentare delle Nazioni Unite.

La necessità di un incontro sul tema agricolo deriva dalle dimensioni dell’allarme alimentare mondiale: sono ormai quasi un miliardo le persone che soffrono la fame nel mondo, una situazione ulteriormente aggravato dalla crisi finanziaria attuale. In occasione del Summit G8 in Giappone dello scorso anno i leader avevano chiesto ai ministri dell’agricoltura di delineare proposte concrete sulla sicurezza alimentare mondiale.

Il vertice trevigiano si pone perciò l’obiettivo di individuare una strategia sinergica per affrontare l’emergenza alimentare mondiale e la fluttuazione dei prezzi agricoli. Il risultato finale sarà una dichiarazione congiunta da sottoporre ai capi dei paesi industrializzati durante il vertice di luglio alla Maddalena.

Secondo Luca Zaia, ministro italiano delle Politiche Agricole, tra i principali promotori dell’incontro, ha assicurato che questo vertice ridarà centralità alla produzione agricola, ma anche che tra gli obiettivi dell’incontro c’è la riduzione del divario tra domanda e offerta di beni agricoli, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Che, non presenti a Treviso, aspettano di leggere la dichiarazione finale del vertice.

23/03/2009
Le conclusioni del vertice: aspettative deluse e contraddizioni

Per approfondire:
La rivista ministeriale Agricoltura italiana
Ascolta l’intervista a Laura Mezzoggiorno sul tema delle espropriazioni dei terreni agricoli (A cura di Michela Trevisan)