Kenya / Esmond Bradley Martin

“Uno dei grandi eroi sconosciuti della conservazione ambientale”. Così l’organizzazione Save the Elephants definisce il ricercatore statunitense Esmond Bradley Martin, trovato morto domenica scorsa nella sua abitazione di Nairobi, in Kenya, dove viveva da decenni. La ferita da coltello al collo non lascia dubbi sulle cause della morte. Il 76enne è stato ucciso in quella che sembra una rapina fallita. Gli inquirenti hanno arrestato ieri quattro persone, ma le indagini sono ancora in corso.   

Il mondo ha perso così uno dei principali investigatori nel commercio illegale di avorio e corna di rinoceronte. Proprio le sue indagini pionieristiche hanno contribuito in modo rilevante alla decisione della Cina di mettere al bando il commercio di zanne d’elefante, lo scorso anno, seguita, pochi giorni fa, da Hong Kong.

Esmond Bradley Martin ha lavorato sotto copertura in alcuni dei luoghi più pericolosi e difficili del mondo. Fingendosi compratore, assieme alla ricercatrice Lucy Vigne, negli ultimi anni era stato in Cina e Vietnam, in posti in cui pochi estranei avrebbero osato mettere piede. Aveva così fotografando e documentato i mercati dell’avorio, parlando con i trafficanti e calcolando i prezzi del mercato nero. Un lavoro rischioso, fatto per guidare i responsabili delle politiche globali di conservazione.

La ricerca dei due, finanziata da Save the Elephants, ha tra l’altro rivelato che il Laos è diventato il mercato dell’avorio in più rapida crescita al mondo. Qui la coppia era riuscita ad incontrare gangster, baroni della droga e trafficanti di persone, armi e animali selvatici, all’interno di un casinò gestito da cinesi.

Quando è stato ucciso, Martin stava scrivendo il suo rapporto dopo essere rientrato da un viaggio di investigazione in Myanmar assieme alla sua collaboratrice.

Il 21 agosto 2017 il mondo aveva pianto la scomparsa improvvisa di un altro eroe silenzioso, il sudafricano Wayne Lotter, freddato per strada da sconosciuti armati a Dar es Salaam. Tra i trafficanti arrestati grazie al suo impegno, anche la cinese Yang Fen Glan, conosciuta come “la regina dell’avorio”, accusata di gestire in Tanzania il commercio illegale di zanne di elefante per un valore di 2,6 milioni di dollari. (News 24 / Bbc)

Copyright 2021 © Nigrizia - Tutti i diritti sono riservati