Costa d'Avorio
Nel paese, paralizzato da profonde divisioni politiche ed etniche, l’arcivescovo Paul-Siméon Ahouanan Djro è stato nominato la scorsa settimana presidente della nuova Commissione nazionale per la riconciliazione. Segno di fiducia nella Chiesa che anche in altri paesi è stata investita della stessa missione.

Ancora una volta la Chiesa ha dimostrato di essere l’istituzione più credibile per guidare il processo nazionale di riconciliazione e pace. A confermarlo è stata la decisione della settimana scorsa di Alassane Ouattara, presidente della Costa d’Avorio, di nominare monsignor Paul-Siméon Ahouanan Djro, francescano e arcivescovo di Bouaké, alla guida della Commissione nazionale per la riconciliazione e l’indennizzo delle vittime (Conariv). Questa struttura rimpiazza la Commissione dialogo, verità e riconciliazione che, istituita in seguito alle violenze scatenatesi nel paese dopo le controverse elezioni presidenziali del 2010, è stata criticata per l’assenza di risultati tangibili e le spese stravaganti. La nuova commissione «dovrà portare a compimento il lavoro svolto dalla precedente e procedere nell’opera di indennizzo delle vittime», ha precisato il segretario generale della presidenza della Costa d’Avorio Amadou Gon Coulibaly.

Mentre l’economia del paese ha sperimentato una ripresa sotto la guida del presidente Ouattara, la nazione continua a essere paralizzata da profonde divisioni politiche ed etniche che a lungo andare possono minare la stabilità della nazione.      

Monsignor Ahouanan Djro fu nominato arcivescovo di Bouaké mentre la città era stata occupata dalle forze ribelli che avevano preso il controllo della regione del nord del paese in seguito a un fallito tentato colpo di stato per scacciare l’allora presidente Laurent Gbagbo. L’arcivescovo si era distinto in quella occasione per aver aperto il dialogo con i ribelli, in un’epoca in cui la maggior parte del clero si era rifiutata di parlare con loro.

«Per me non si tratta di una nomina, quanto di un servizio che mi viene richiesto di offrire. Non è la prima volta che ci si rivolge alla Chiesa cattolica per questo tipo di missione. Monsignor Paul Yembuado Ouédraogo, arcivescovo di Bobo-Dioulasso e presidente della Conferenza episcopale del Burkina Faso e del Niger sta svolgendo un ruolo simile al mio. Così come nella Repubblica democratica del Congo e in Togo leader religiosi sono chiamati a dare un contributo per cercare soluzioni al fine di evitare la lacerazione dei loro paesi» ha detto monsignor Paul-Siméon Ahouanan Djro a un giornalista della rivista Jeune Afrique.

Rispondendo alla domanda se non abbia paura di fallire come è avvenuto con la precedente commissione di cui è stato vice presidente, l’arcivescovo ha detto: «Io non sono che uno strumento nelle mani di Dio. È lui che porterà a compimento la volontà di riconciliazione della popolazione avoriana. Se la gente intende veramente riconciliarsi nella verità e nell’amore, occorrerà liberarsi dalle menzogne che sono state diffuse nel paese da diversi anni. La Costa d’Avorio ha sperimentato una grave crisi che in un decennio ha causato la morte dei figli di Dio. Gli avoriani devono imparare a perdonarsi per poter progredire».

Passando dall’ovest del continente africano all’est, è stato reso noto nei giorni scorsi che in Sud Sudan il Consiglio ecumenico delle Chiese sta preparando una nuova iniziativa per la pace e la riconciliazione nel paese sconvolto dalla guerra civile iniziata nel dicembre 2013.

Nella foto in alto la basilica di Nostra signora della pace nella capitale ivoriana Yamoussoukro. Sopra monsignor Paul-Siméon Ahouanan Djro, francescano e arcivescovo di Bouaké.