Nuovi scenari?
Link 2007, coordinamento di nove organizzazioni non governative di sviluppo, chiede al presidente del consiglio di riformare la legge sulla cooperazione e di definire le competenze del nuovo ministero. E al ministro Riccardi di convocare una Conferenza nazionale.

Dal mondo delle organizzazioni non governative alla cooperazione allo sviluppo, due messaggi forti e chiari al presidente del consiglio Mario Monti e al ministro per la cooperazione internazionale Andrea Riccardi. A lanciarli Link 2007, un coordinamento di nove ong: Cesvi, Cisp, Coopi, Cosv, Medici con l’Africa Cuamm, Gvc, Icu, Intersos, Lvia.

Primo messaggio: «Il presidente Monti ha dato un positivo segnale con l’istituzione di uno specifico ministero per la cooperazione internazionale e l’integrazione. Occorre ora che venga sciolto ogni conflitto di attribuzione tra il ministro della cooperazione e il ministro degli esteri a cui la normativa in vigore conferisce la competenza sulla cooperazione allo sviluppo, che può essere delegata solo ad un sottosegretario agli esteri». E in questo contesto va riformata la legge sulla cooperazione allo sviluppo: la 49 del 1987.

Secondo messaggio: «Il ministro per la cooperazione internazionale convochi una nuova Conferenza nazionale sulla cooperazione allo sviluppo che coinvolga tutti i soggetti interessati. Se ne sente il bisogno, dato che l’ultima conferenza nazionale è stata realizzata nel 1991, dopo le prime due di rilievo del 1981 e del 1985».

I messaggi sono contenuti in un documento nel quale Link 2007 fornisce un’analisi sulla cooperazione allo sviluppo dell’Italia ed in particolare sulla realtà degli ultimi 15 anni, da quando cioè il parlamento ha avviato un cammino, mai completato, di riforma della legge 49/1987 per rinnovarla e adeguarla ai grandi cambiamenti internazionali.

«In questo arco temporale – sottolinea Link 2007 – si è anche visto un graduale disinteresse della Farnesina sulla cooperazione allo sviluppo, fino a considerarla la cenerentola delle direzioni generali». Gli ultimi quattro anni, poi hanno dato il colpo di grazia alla cooperazione gestita dal ministero, «con una decurtazione dell’88%: dai 732 milioni di euro del 2008 si è passati agli 86 milioni per il 2012, con conseguenti inadempienze, drastica riduzione degli interventi, tagli ai finanziamenti alle organizzazioni multilaterali, perdita di credibilità internazionale».

Secondo Link 2007, il compromesso bicefalo introdotto il 29 dicembre scorso negli articoli sulla cooperazione civile del decreto di proroga delle missioni internazionali non può reggere a lungo: «Alcune modifiche alla legge potrebbero essere fatte subito, inserendole in un decreto legge in cui siano al contempo chiaramente attribuite le deleghe al ministro per la cooperazione internazionale, al fine di dotarlo dei necessari strumenti politici e operativi».

«Dopo di che – continua Link 2007 – sia il governo a presentare in breve tempo al parlamento un disegno di legge che riveda radicalmente la materia della cooperazione allo sviluppo, valorizzandola ed adeguandola al mutato contesto internazionale e alla pluralità dei soggetti istituzionali che contribuiscono ormai alla sua realizzazione. Il parlamento non perda quest’occasione per chiudere entro la legislatura il cammino di riforma della legge 49 del 1987, approvata quando il mondo era decisamente diverso. Non riuscirci sarebbe dannoso alla credibilità internazionale del nostro paese».