Pacifismo. Storia e analisi del caso italiano - Nigrizia
Libri Pace e Diritti
Alberto Zorloni
Pacifismo. Storia e analisi del caso italiano
Infinito, 2023, pp. 98, € 14,00
26 Settembre 2023
Articolo di Redazione
Tempo di lettura 2 minuti

Esponente del mondo pacifista, obiettore alle spese militari, impegnato in progetti di sviluppo in Africa e veterinario, l’autore ha anche il pregio di non mandarle a dire. E mette i punti sulle i fin dal prologo di questa ricognizione storica sul pacifismo di casa nostra, che è sperabile faccia fiorire un bel dibattito. Dai primi anni ’80 «il pacifismo italiano è cresciuto ma non è riuscito a contrastare in maniera rilevante le vicende belliche vicine e lontane.

Per farlo deve abbandonare la propria aura profetica e dimostrare, con risultati concreti, che la nonviolenza non è un nobile stile per anime belle, ma un’opzione funzionale molto più efficiente dello strumento militare». In riferimento a Beati i costruttori di pace e alle Arene (la prima si è svolta il 4 ottobre 1986), riconosce la rilevanza ma anche i limiti di quel movimento.

Si è lavorato sulla corretta informazione e sull’educazione alla mondialità, ma non si sono prese in «considerazione realizzazioni pratiche, ben precise e misurabili, da attuare nel concreto». Restando dunque sul concreto, l’autore propone di evitare di essere complici della “guerra per il cobalto” in Rd Congo, comperando smartphone (il cobalto è componente essenziale delle batterie) solo da imprese sociali che facciano parte di una filiera controllata che garantisce i diritti dei lavoratori in tutte le fasi.

Ma perché l’operazione sia efficace deve essere accompagnata da una campagna internazionale di pressione.

Copyright © Nigrizia - Per la riproduzione integrale o parziale di questo articolo contattare previamente la redazione: redazione@nigrizia.it