Qatar 2022, i Mondiali dello sfruttamento - Nigrizia
Libri
Riccardo Noury
Qatar 2022, i Mondiali dello sfruttamento
Infinito, 2022, pp. 84, € 12,00
10 Novembre 2022
Articolo di Redazione
Tempo di lettura 2 minuti

Non sarebbe male dare una occhiata a questo libro, prima di seguire le partite mondiali che si giocano nel piccolo e ricco stato del Golfo persico. C’è il rischio che l’intrattenimento calcistico vada per traverso. Ma ne vale la pena. L’autore, portavoce di Amnesty International, comincia con il far notare che l’operazione Mondiali 2022 si configura come una sorta di sportwashing: chi organizza grandi eventi sportivi rinnova l’immagine distogliendo l’attenzione dalle violazioni dei diritti umani, che a queste latitudini sono pesanti e sistematiche.

Dall’assegnazione dei Mondiali nel 2010, la popolazione del Qatar è cresciuta di due terzi. Oltre due milioni sono lavoratori e lavoratrici, provenienti dall’Africa e dall’Asia, che hanno pagato somme ingenti alle agenzie d’impiego per lavorare nei settori delle costruzioni, ospitalità, logistica. Rappresentano il 90% della forza lavoro, sono malpagati ma stanno pagando un prezzo altissimo per il “sogno” Mondiali.

«Secondo i dati pubblicati dalle autorità qatarine, dal 2010 al 2019, sono morti sul lavoro 15.021 lavoratori stranieri. (…) Fino al 2015 di molti di questi decessi non era indicata nemmeno la causa. Dal 2016, nella maggior parte dei casi la morte è stata attribuita a un “arresto cardiaco”».

In Qatar le temperature possono arrivare a 52 gradi e se si lavora all’aperto il rischio per la salute è notevole. Ma chi se ne importa? Tanto gli otto stadi costruiti per l’occasione (costati 6 miliardi di euro) sono dotati di un sistema di “aria condizionata” per mantenere la temperatura sotto i 30 gradi.

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