Negli ultimi tre giorni sono annegati più di 200 migranti nel Mediterraneo, portando il bilancio complessivo delle vittime di quest’anno a oltre 1.000 persone, secondo quanto riportato dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM).

Il primo naufragio, in cui hanno perso la vita circa 103 persone tra cui diversi bambini, è avvenuto venerdì, quando un gommone è affondato al largo delle coste della Libia.

A questo incidente n’è seguito un altro, domenica, quando un’imbarcazione si è ribaltata al largo della città portuale libica di Al Khums, a est della capitale Tripoli. Nonostante le operazioni di soccorso condotte dalle autorità libiche, che hanno salvato 41 persone, altre 100 risultano disperse.

I sopravvissuti, ai quali è stata fornita assistenza sanitaria, dopo essere stati intervistati dallo staff dell’OIM, sono stati trasferiti in centri di detenzione governativi.

Nel corso di questi giorni, la guardia costiera libica ha intercettato diverse altre piccole imbarcazioni dirette verso il mare aperto, riportando a riva quasi 1.000 migranti.

Le autorità libiche, quest’anno, hanno recuperato e riportato sul suolo circa 10.000 migranti secondo quanto riferito dall’OIM. Othman Belbeisi, il capo della missione in Libia, ha parlato di un «aumento allarmante» delle morti in mare. «I contrabbandieri stanno sfruttando la disperazione dei migranti spinti ad imbarcarsi prima che l’Europa prenda ulteriori provvedimenti contro le traversate del Mediterraneo». (UN news)