La schiera degli ambasciatori alla Luca Attanasio (ucciso nella Repubblica democratica del Congo il 22 febbraio 2021), almeno in Africa, è più corposa di quello che può sembrare agli occhi distratti dell’opinione pubblica. Sono persone attive e presenti tanto in ufficio quanto sul campo. Sono tipi di ambasciatori che riconosci subito dalle persone che frequentano, dagli enti con cui si confrontano e dai luoghi (chic) in cui non vanno.

Filippo Scammacca del Murgo è uno di questi e nel suo libro dà voce agli italiani che negli anni hanno collaborato alla crescita di Zambia e Malawi. Storie affascinanti come quella dei fratelli Jalla che nel 1886 partono dalle valli valdesi del Piemonte per raggiungere l’Alto Zambesi; di Giovan Battista Marrapodi il primo abitante europeo di Lusaka; di Francesco Mazzieri, francescano e primo vescovo di Ndola nel 1930: un lungo elenco, che arriva fino ai giorni nostri, di persone (come padre Renato Kizito Sesana) che sono accomunate da una propensione al dialogo e all’incontro con le popolazioni locali.

Non sarà un caso che i fondi del Giubileo per la conversione del debito siano destinati allo Zambia. Nella seconda parte di questo lavoro si approfondiscono i tratti culturali, la dimensione religiosa, il tempo, il ruolo del clan e dell’individuo all’interno della società. Il testo ci ricorda il grande potenziale offerto dall’Africa all’Italia e l’importante contributo che, a sua volta, l’Italia può dare al continente. (F.F)

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