Zimbabwe / Ambiente

Nello Zimbabwe occidentale da settembre almeno 55 elefanti sono morti di fame e sete a causa della grave siccità. Gli animali sono stati tutti trovati vicino a pozze d’acqua nel Zimparks, il parco nazionale di Hwange, segno che avevano percorso lunghe distanze per potersi dissetare.

La siccità ha drasticamente ridotto i livelli delle colture nello Zimbabwe, paese che sta affrontando una terribile crisi economica, dove un terzo della popolazione ha bisogno di aiuti alimentari.

Il parco può gestire circa 15mila elefanti ma attualmente, secondo il governo, ne conta oltre 50mila. La mancanza di cibo e il sovraffollamento stanno spingendo gli animali fino nei villaggi, aumentando il conflitto tra uomo e natura. Più di 200 persone sono morte a causa di attacchi di elefanti negli ultimi cinque anni. 
Mancano i fondi e l’agenzia faunistica non riesce a portare a termine lavori come la creazione di pozzi.

Lo Zimbabwe vorrebbe vendere i propri elefanti ad altri stati e revocare il divieto del commercio di avorio, affermando che il denaro incassato da queste vendite potrebbe essere usato per la conservazione. In generale c’è consapevolezza del grande patrimonio che questi animali rappresentano e gli stati vorrebbero poter decidere autonomamente come gestirli.

La siccità causata dai cambiamenti climatici imperversa in tutta la regione e recentemente la Namibia si è vista costretta a vendere all’asta migliaia di animali selvatici per salvarli da morte certa. (Reuters)