Africa / Trasporti

L’azienda statunitense di trasporto privato Uber ha in progetto di espandersi quest’anno in Tanzania, Ghana e Uganda. Ad annunciarlo è il general manager dell’azienda per l’Africa sub-sahariana, Alon Lits, il quale inoltre ha spiegato che sono già in corso tentativi per coinvolgere nel progetto molti taxisti “tradizionali” del posto.

Traffico intenso, alti tassi di criminalità urbana e lo scarso utilizzo di carte di credito sono le grandi sfide che Uber dovrà affrontare in Africa sub-sahariana, dove già opera in sette città fra Sudafrica, Nigeria e Kenya. In aggiunta a questi problemi, vanno inoltre citate le difficoltà nel gestire il rapporto con i taxisti locali, che vedono in Uber un concorrente minaccioso.

Nella capitale del Kenya Nairobi, ad esempio, un guidatore della compagnia è stato aggredito lo scorso mese e il suo veicolo dato alle fiamme. L’episodio è parso strettamente collegato col rifiuto del governo di bandire l’azienda statunitense, come invece richiesto dall’associazione kenyana dei taxisti. Episodi simili si sono verificati anche in altre città del continente, motivo per il quale Uber cercherà di coinvolgere maggiormente i taxisti locali nell’espansione della propria attività. (Reuters)