Minori violati

Il continente africano sta diventando la “nuova frontiera per lo sfruttamento sessuale dei minori”. Ad affermarlo è un rapporto dell’African Child Policy Forum che fa luce sul continuo aumento dello sfruttamento sessuale dei minori, anche attraverso nuove forme come i “matrimoni turistici” e il cybersex.

Il settore dei viaggi e del turismo, in particolare, sta facilitando la nascita di strutture per l’intrattenimento, come sale massaggi e ristoranti di lusso, che coinvolgono al loro interno bambini, sfruttati per “servizi sessuali” rivolti a clienti stranieri.

La crescita del fenomeno è dovuta a inadeguati controlli nei settori dei viaggi e del turismo, e alla debole regolamentazione legislativa, anche per quanto riguarda internet. «Pochissimi paesi africani hanno leggi che criminalizzano i crimini sessuali online e quelli che le hanno spesso non riescono a farle rispettare adeguatamente. Molti bambini non sono sicuri nemmeno nelle loro case», ha dichiarato Shimelis Tsegaye, uno degli autori del rapporto.

In Kenya, Malawi, Tanzania, E-Swatini (ex Swaziland) e Zimbabwe, il 22-38% delle ragazze e il 9-17% dei ragazzi hanno subito violenze sessuali. Ma il primato degli abusi su minori è della Somalia.

Il rapporto ha rilevato che i programmi istituiti per combattere lo sfruttamento sessuale dei minori spesso ignorano o non includono le vittime di sesso maschile.

«I progressi nella lotta allo sfruttamento sessuale dei minori rimangono terribilmente lenti e inadeguati», ha detto Assefa Bequele, direttrice esecutiva dell’African Child Policy Forum. «I governi africani devono approvare con urgenza leggi che definiscano e vietino esplicitamente lo sfruttamento sessuale, che ne riconoscano i ragazzi come vittime e che criminalizzino il turismo sessuale minorile e lo sfruttamento online».

L’Italia ha il triste primato al mondo per il turismo sessuale pedofilo, un mercato economico secondo solo a quello di armi e droga. (The Guardian)