Francescomaria Tuccillo
eBoneEdizioni, 2019, pp. 128, € 12,99

L’autore è una persona dai mille interessi. E dalle altrettante passioni. E ce n’è una che lo travolge da anni. E ha un nome: Africa. Meglio, Afrika, in swahili, la lingua “trasversale” dell’area subsahariana.

La lingua parlata in Kenya, paese dove Tuccillo ha vissuto per anni e dove regolarmente si reca appena può. Ma quel continente l’ha girato, per lavoro, in lungo e in largo. E a una prima lettura di Afrika si ha come l’idea che abbia voluto sdebitarsi, omaggiare quelle persone incrociate nel suo camminino africano, ricevendo doni importanti per la sua vita. Non è un manuale. E non è neppure il racconto di un’esperienza.

Ma ha la pretesa di essere un inizio. L’avvio «di un percorso di conoscenza», come lui stesso lo definisce nelle sue pagine conclusive. «Apertura di nuove prospettive di dialogo culturale, commerciale, sociale, economico e politico per quelle istituzioni, imprese o persone che desiderano scoprire l’Africa e cogliere le opportunità che può offrire».

È come se il testo fosse una lunga premessa utile a fornire gli antidoti (le chiavi di accesso, le chiama Tuccillo) che ti consentono di non cadere nel classico tranello di cui sono vittime gli avventurieri, che affrontano l’esperienza africana colmi di preconcetti, pensando di portare il verbo e che invece ne ignorano la storia, le tradizioni, i costumi.

Pagine che insegnano come accostarsi all’Africa con consapevolezza. Anche per quegli stessi imprenditori tentati dal mordi e fuggi, mentre serve, in questo caso, pensiero lungo e strategia. (f.m.)