Angola

Il Fondo Monetario Internazionale ha approvato un prestito triennale di circa 3,7 miliardi di dollari all’Angola, primo produttore di petrolio del continente che sta cercando di diversificare la propria economia e frenare la corruzione.

Il finanziamento mira ad aiutare il paese dell’Africa meridionale a ristrutturare le imprese di proprietà statale e ad adottare altre misure per migliorare la governance economica.

L’Angola aveva registrato un’impennata della crescita grazie alle esportazioni di petrolio sotto l’ex presidente Jose Eduardo dos Santos. Il crollo dei prezzi delle materie prime, anni fa, ha però messo in crisi l’economia angolana, evidenziando la sua eccessiva dipendenza dal petrolio.

Il presidente João Lourenço, succeduto a dos Santos nel settembre 2017, ha avviato un programma contro clientelismo e corruzione che hanno caratterizzato i 38 anni di gestione del paese da parte del “clan dos Santos”.
Tra le “vittime” dell’epurazione anche José Filomeno dos Santos, ex presidente del fondo sovrano angolano e figlio dell’ex presidente José Eduardo, incarcerato a settembre nell’ambito di un’inchiesta su un caso di appropriazione indebita per un valore di 1.5 miliardi di dollari. Sotto inchiesta per “transazioni di denaro sospette” è finita anche la sorellastra di Zénu, Isabel dos Santos, presidente della Sonangol, la compagnia petrolifera statale, anche lei rimossa dall’incarico da Lourenço.
Sotto inchiesta in Portogallo, anche il vice-presidente Manuel Vicente, accusato di corruzione e riciclaggio di denaro. (Voice of America)

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