Angola / Nuovo codice penale

L’Angola ha depenalizzato l’omosessualità e vietato la discriminazione basata sull’orientamento sessuale. A diffondere la notizia è stata ieri l’organizzazione Human rights watch (Hrw). Il parlamento angolano ha adottato mercoledì un nuovo codice penale, il primo dall’indipendenza dal Portogallo nel 1975, secondo il quale chiunque rifiuti di assumere o fornire servizi a persone in base al loro orientamento sessuale, può essere condannato a due anni di carcere.

L’Angola non ha leggi anti-LGBT, ma i membri della comunità lamentano discriminazioni nell’accesso ai servizi sanitari ed educativi.

Questa è l’ultima delle tante riforme avvenute sotto l’amministrazione del presidente Joao Lourenco, ex ministro della Difesa entrato in carica nel 2017, dopo la lunga dominazione del paese da parte di José Eduardo dos Santos e del suo clan famigliare che hanno mantenuto i retaggi del periodo coloniale.

Hrw nota che l’unica organizzazione di lobbying per i diritti dei gay in Angola, Iris Angola, ha ottenuto lo status legale solo lo scorso anno, dopo quattro anni di attività. Un riconoscimento non scontato.

Mentre paesi come l’India sono stati costretti da sentenze dei tribunali a colpire le leggi anti-omosessualità, fa notare l’organizzazione, altri lo hanno fatto attraverso la riforma legislativa. Esempi recenti in Africa includono Sao Tome e Principe (2012) e Capo Verde (2004) – altre due ex colonie portoghesi – così come Lesotho (2012) e Seychelles (2016). Hrw auspica che anche gli altri 69 paesi in tutto il mondo che ancora criminalizzano la condotta omosessuale consensuale, seguano questi esempi.
In Africa l’omosessualità è illegale in 33 dei 54 stati del continente ed è punibile con la morte in  Mauritania, Sudan, Somalia meridionale e Nigeria settentrionale. (Hrw / Face2Face Africa)

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