L’autore ha più vocazioni e le sta sperimentando. Giornalista, operatore in centri di accoglienza per richiedenti asilo, fondatore di una scuola di italiano per migranti… Il libro raccoglie undici articoli, che in qualche caso sono dei saggi, pubblicati sulle riviste Lo straniero e Gli asini fra il 2000 e il 2018.

Il carattere episodico di questi articoli, avverte nell’introduzione la scrittrice e giornalista Sara Honegger, non deve fuorviare: «Si raccontano vent’anni di storia italiana. La si racconta attraverso una efficacissima lente di ingrandimento, l’immigrazione, e in uno stile che di caratterizza per la crescente forza polemica, direttamente proporzionale all’imbarbarimento del discorso mediatico e alla progressiva chiusura autoreferenziale di tutti gli attori del processo di integrazione (mai realmente voluto e avveduto)». Andiamo a pescare qualche esempio dell’efficace prosa del giornalista-operatore sociale-saggista.

L’articolo intitolato Vent’anni di guerra all’immigrazione inizia così: «Nell’afasia generalizzata di individui e società, conclamatasi nella sindrome da zombie con il capo chino in ogni momento sugli schermi dei nostri telefoni, sembra che il campanello d’allarme sullo stato di salute della propria vita, delle democrazie e del pianeta sia stato suonato dalla minaccia delle migrazioni e dal fanatismo dei terroristi. Minacciati non sono alti valori da difendere, ma la libertà di farsi gli affari propri a capo chino».