Brasile: appello dei vescovi per un voto contro l’autoritarismo
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Ballottaggio presidenziale il 30 ottobre tra Jair Bolsonaro e Luiz Inácio Lula da Silva
Brasile: appello dei vescovi per un voto contro l’autoritarismo
In una lettera aperta agli elettori, che Nigrizia pubblica in integrale, i vescovi di varie regioni del paese chiedono di analizzare quale dei due programmi politici sia più vicino ai principi umanisti e all'ecologia integrale. E di valutare attentamente chi dei due contendenti abbia agito più in linea con i dettami del vangelo. Una chiara presa di posizione contro il presidente uscente
29 Ottobre 2022
Articolo di Vescovi del dialogo per il Regno
Tempo di lettura 6 minuti
Il presidente uscente Jair Bolsonaro (a sinistra) e l'ex capo dello stato Luiz Inácio Lula da Silva

Fratelli e sorelle, siamo vescovi della Chiesa cattolica di varie regioni del Brasile, in profonda comunione con papa Francesco e il suo magistero e in piena comunione con la Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb), che, nell’esercizio della sua missione evangelizzatrice, si pone sempre in difesa dei piccoli, della giustizia e della pace.

Abbiamo guidato la stesura di una prima Lettera al popolo di Dio, nel luglio 2020. Di fronte alla gravità del momento attuale, ci rivolgiamo ancora una volta a voi. Il secondo turno delle elezioni presidenziali del 2022 ci pone di fronte a una sfida drammatica.

Dobbiamo scegliere, consapevolmente e serenamente, perché non c’è spazio per la neutralità quando si tratta di decidere su due progetti per il Brasile, uno democratico e l’altro autoritario; uno impegnato nella difesa della vita, a partire dagli impoveriti, l’altro impegnato nell’economia che uccide (papa Francesco, Evangelii Gaudium, 53); uno che si preoccupa dell’educazione, della salute, del lavoro, del cibo, della cultura, l’altro che disprezza le politiche pubbliche, perché disprezza i poveri.

I due candidati hanno già governato il Brasile e hanno prodotto risultati diversi per il popolo e per la natura, che possiamo analizzare. Illuminati dalle esigenze sociali e politiche della nostra fede cristiana e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, dobbiamo parlare in modo chiaro e diretto della vera posta in gioco in questo momento. Gesù ci ha ordinato di essere “luce del mondo” e la luce non deve rimanere nascosta (Mt 5,15).

Siamo testimoni del fatto che l’attuale governo, in cerca di rielezione, ha voltato le spalle alle persone più bisognose, soprattutto nel momento della pandemia. Solo alla vigilia delle elezioni, ha lanciato un programma temporaneo di aiuti per i bisognosi.

La 59a Assemblea generale della Cnbb ha rilevato “l’allarmante abbandono della Terra, la violenza latente, esplicita e crescente, potenziata dalla flessibilizzazione del possesso e del porto d’armi […]. Tra gli altri aspetti di questi tempi ci sono la disoccupazione e la mancanza di accesso a un’istruzione di qualità per tutti. La fame è certamente la più crudele e criminale di essi, poiché il cibo è un diritto inalienabile” (Messaggio della Cnbb al popolo brasiliano sul momento attuale).

La vita non è priorità per questo governo. Il capo del governo e i suoi sostenitori, soprattutto politici e religiosi, hanno abusato del nome di Dio per legittimare le loro azioni e continuano a usarlo per scopi elettorali. L’uso del nome di Dio invano è una mancanza di rispetto del 2° comandamento.

L’abuso della religione a fini elettorali è stato condannato in una nota ufficiale della presidenza della Cnbb (11/10/2022), per la quale “la manipolazione religiosa distorce sempre i valori del Vangelo e distoglie l’attenzione dai veri problemi che devono essere discussi e affrontati nel nostro Brasile”. Mentre diceva “Dio al di sopra di tutto”, il presidente ha offeso le donne, ha deriso le persone che morivano per asfissia, oltre a non mostrare alcuna compassione per le quasi 700mila vite perse a causa del Covid-19 e per i 33 milioni di persone affamate nel suo paese.

Ricordiamo che il Brasile era uscito dalla mappa della fame nel 2014, grazie ai programmi sociali dei governi precedenti. In pratica, questo appello a Dio è bugiardo, perché non realizza quello che Gesù ha presentato come il più grande dei comandamenti: amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo come se stessi (Mt 22,37). Chi dice di amare Dio ma odia il proprio fratello è un “bugiardo” (1 Gv 4,20).

I discorsi e le misure volte ad armare tutte le persone e ad eliminare gli oppositori contraddicono sia il 5° comandamento, che dice “non uccidere”, sia la Dottrina sociale della Chiesa, che propone il disarmo e afferma che “l’enorme aumento degli armi rappresenta una grave minaccia alla stabilità e alla pace” (Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, 508).

Abbiamo vissuto quattro anni sotto il regno della menzogna, della segretezza e delle false informazioni. Le fake news (notizie false trasmesse come se fossero verità) sono diventate il modo “ufficiale” con cui il governo comunica con la popolazione. Questo lede l’8° comandamento, quello di non testimoniare il falso, ma mostra anche chi è il vero “signore” di coloro che si dedicano perversamente a diffondere falsità e a nascondere informazioni di interesse pubblico.

Gesù dice che il diavolo è il padre della menzogna (Gv 8,44), mentre Lui è “la via, la verità e la vita” (Gv 14,6). Il Messaggio al popolo brasiliano, della 59ª Assemblea Generale della Cnbb, ci ha anche avvertito che “la nostra giovane democrazia ha bisogno di essere protetta, attraverso un ampio patto nazionale”.

Tuttavia, l’attuale governo e i parlamentari che lo sostengono minacciano di modificare la composizione del Supremo tribunale federale per creare una maggioranza a sostegno delle loro azioni. Il controllo del potere legislativo e giudiziario è sempre stato il passo decisivo per l’instaurazione delle dittature nel mondo.

I cristiani sono in grado di analizzare quale dei due progetti a confronto sia più vicino ai principi umanisti e all’ecologia integrale. Basta analizzare con dati e numeri e chiedersi: chi dei candidati in lizza ha dato più valore alla salute, all’istruzione e al superamento della povertà e della miseria, e chi ha sottratto fondi al Sus (Sistema unico della sanità), all’istruzione e ha posto fine ai programmi sociali?

Chi si è preso cura della natura, in particolare dell’Amazzonia, e chi ha incoraggiato l’incendio delle foreste, il traffico illegale di legname e lo sfruttamento minerario delle terre indigene? Non si tratta di una disputa religiosa, né di una mera scelta di partito, né di scegliere il candidato perfetto, ma di una decisione sul futuro del nostro paese, della democrazia e del popolo.

La Chiesa non ha un partito, e non ne avrà mai uno, ma prende posizione, e sempre ne avrà una: quella della giustizia e della pace, della verità e della solidarietà, dell’amore e dell’uguaglianza, della libertà religiosa e dello stato laico, dell’inclusione sociale e del “buon vivere” per tutti. Per questo i suoi ministri non possono non prendere posizione quando si tratta di difendere la vita dell’essere umano e della natura.

La nostra motivazione è etica e non deriva dal seguire un leader politico, né da preferenze personali, ma deriva dalla fedeltà al vangelo di Gesù, alla Dottrina sociale della Chiesa e al magistero profetico di papa Francesco. Dio benedica il popolo brasiliano e che lo Spirito Santo di sapienza e verità illumini le nostre menti e i nostri cuori mentre voteremo in questo secondo turno delle elezioni del 2022.

Che possiamo vedere Gesù nel volto di ogni persona, soprattutto dei poveri che soffrono, e non nelle autorità umane che li manipolano in nome di un progetto ideologico di potere politico ed economico.

(24 ottobre 2022, memoria di Sant’Antonio Maria Claret, vescovo)

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