Con il ballottaggio del 30 ottobre la risicata maggioranza degli elettori brasiliani (in tutto 159 milioni) ha consegnato la presidenza per la terza volta a Luiz Inacio Lula da Silva, già a capo del grande paese per due mandati, dal 2002 al 2010. Una vittoria con un margine molto ridotto: il 50,9% contro il 49,1% del presidente uscente della destra, Jair Bolsonaro, che fatica ad ammettere la sconfitta. Ѐ la fotografia di un paese nettamente spaccato in due, completamente da ricostruire dal punto di vista della coesione sociale, dell’ambiente, dell’economia, dei diritti e della democrazia. Ce ne parla Giovanni Munari, missionario comboniano a Salvador de Bahia.