Camerun / Ambazonia

Le Forze di Difesa dell’Ambazonia (ADF), principale gruppo separatista anglofono che combatte le forze di sicurezza francofone nel Camerun occidentale, ha negato qualsiasi coinvolgimento nel rapimento dei 12 turisti – 7 svizzeri e 5 italiani – liberati nei giorni scorsi. “L’ADF non prende ostaggi. L’ADF sequestra operatori e collaboratori, non arresta cittadini stranieri”, ha detto a Reuters Cho Ayaba, leader del Consiglio direttivo dell’Ambazonia, organismo politico dei separatisti, a cui l’ADF è affiliata.

Martedì il portavoce del governo Issa Tchiroma Bakary, ha annunciato alla televisione di Stato l’intervento della forza d’elite, Rapid Intervention Batallion, e la liberazione di 18 ostaggi – 12 turisti e 6 funzionari municipali – dalle mani di “terroristi secessionisti”. Gli stranieri sarebbero stati rapiti lunedì, mentre si recavano ai Twin Lakes nel Parco nazionale di Mount Manengouba, a circa 300 km a nordovest della capitale Yaounde, nella restiva regione del South-West.

Il loro sequestro è avvenuto lo stesso giorno in cui il primo ministro Filemone Yang presiedeva un incontro con il consiglio del turismo per promuovere il turismo nel paese dell’Africa centrale. Non è chiaro invece quando siano stati rapiti i funzionari locali e se fossero tenuti prigionieri dallo stesso gruppo. Uno dei turisti italiani liberati ha inoltre negato un intervento dei militari nella liberazione del gruppo.

Nell’ultimo anno l’ADF è stato responsabile della maggior parte degli attacchi alle forze di sicurezza nazionali nelle due regioni anglofone al confine con la Nigeria, con più di 20 agenti uccisi. Tuttavia, un certo numero di gruppi armati più piccoli sono emersi negli ultimi mesi in reazione a una dura repressione governativa che ha raso al suolo interi villaggi. (Africanews)