Camerun / Europa

Il parlamento europeo ha adottato ieri tre risoluzioni che fanno il punto sulla deplorevole situazione dei diritti umani in Camerun, Sultanato del Brunei e Cina, rammaricandosi profondamente del “clima repressivo” che regna nel paese africano “nei confronti dei partiti di opposizione e dei loro sostenitori, della società civile e dei movimenti dei cittadini”.

In particolare i parlamentari chiedono la “liberazione immediata” del leader del Movimento per il rinascimento del Camerun (Mrc), Maurice Kamto (nella foto) e di tutti gli altri prigionieri politici legati all’opposizione. L’Ue ritiene inoltre che “i tribunali militari non possono essere in nessun caso un luogo dove i civili sono processati” e chiede “indagini indipendenti e trasparenti sull’uso eccessivo della forza da parte della polizia sui manifestanti”.

I deputati chiedono anche all’Unione europea e agli Stati membri di garantire l’astensione da rapporti di cooperazione militare che contribuiscano a sostenere le violazioni dei diritti umani nel paese. L’Ue minaccia di passare alla fase delle sanzioni internazionali se il governo camerunese non implementerà rapidamente queste raccomandazioni.

Da ottobre 2016 il Camerun è scosso da una profonda crisi delle due regioni anglofone occidentali che si è trasformata in una rivolta armata nel dicembre 2017, che ha provocato centinaia di morti e migliaia di sfollati. La situazione si è aggravata alla fine del gennaio scorso, in seguito all’arresto dell’ex candidato presidenziale Maurice Kamto e di un centinaio di suoi sostenitori, che manifestavano rifiutando i risultati delle elezioni presidenziali dell’ottobre 2018 che hanno sancito la riconferma di Paul Biya (al potere dal 1982) per un settimo mandato settennale. (Anadolu)