Si vota il nuovo Consiglio generale
Battute finali per il 17° Capitolo dei comboniani. Dopo l’approvazione di nove documenti, che vogliono rispondere alle sfide di oggi, l’assemblea è chiamata a scegliere i vertici dell’Istituto.

 

Concluse votazioni e approvazione dei testi in “seconda lettura”, il 17° Capitolo Generale ha prodotto in totale nove documenti su altrettanti temi, cinque proposti dall’Instrumentum Laboris e preparati per tempo dalla Commissione pre-capitolare e quattro aggiunti nel Capitolo stesso. Una volta rivisti dalla Commissione Speciale, i documenti torneranno in aula per l’approvazione globale e finale, presumibilmente senza subire ulteriori variazioni.

 

Il giudizio reale sui documenti sarà dato in futuro non tanto dai partecipanti al Capitolo, che hanno cercato di fare del loro meglio nel formularli, quanto dai confratelli delle comunità che li riceveranno come “retaggio” di questa lunga assise e come contributo al nostro cammino nella chiesa in questo momento storico. È utile offrire qualche indicazione concreta per favorire la comprensione e la positiva accoglienza dei documenti.

 

Anzitutto, i testi sono il miglior risultato che questi capitolari potevano dare in risposta alle sfide più urgenti oggi presenti nell’Istituto, tentando di raggiungere un comune consenso. A questo livello, c’è da augurarsi che i documenti vengano accolti con gratitudine ed apprezzamento, come espressione comunitaria di tutti quelli che sono stati scelti in rappresentanza di tutto l’Istituto nell’odierna varietà di sensibilità e culture di provenienza.

 

In secondo luogo non ci sarà da meravigliarsi di sentire frasi come questa: “Molti documenti, testi lunghi, cose trite e ritrite!”. Non ci si deve attendere che documenti elaborati in un Capitolo debbano per forza dire cose nuove, data anche la composizione dell’assemblea; loro principale obiettivo, infatti, è di aiutare a ricordare e rivedere quanto programmato in precedenza, di approfondire nuove problematiche, di identificare risposte nuove alle sfide di oggi. Se la ripetitività annoia, è vero anche che – come dicevano gli antichi “repetita iuvant“.  Riprendendo san Paolo che scrive «non mi vergogno del vangelo», i capitolari potranno a loro volta dire «non dobbiamo vergognarci di questi documenti» che, nel loro limite, rappresentano una “buona notizia” per tutti i comboniani.

 

La terza osservazione. Alla domanda, dove si potrebbe identificare la novità in questi testi?,  si possono dare due risposte positive. La novità consiste anzitutto nello sforzo di captare le nuove intuizioni in merito a identità, spiritualità e missione comboniana oggi. I documenti contengono quegli elementi e quelle intuizioni cui ciascuno di noi potrebbe reagire in modo diverso… in secondo luogo, colgono allo stesso tempo la problematiche odierne e le sfide con cui non può non misurarsi la missione comboniana oggi; i testi riflettono i problemi che viviamo e che sono sentiti in maniera maggiore o minore da tutti noi. Temi menzionati in passato sono già divenuti decisivi, alcuni hanno a che fare con la vita interna dell’Istituto, altri con gli impegni di evangelizzazione.

 

Comunque sia, la nuova Amministrazione generale non potrà esimersi dal promuovere un’integrazione sempre maggiore tra formazione di base e formazione permanente, garantendo la necessaria qualificazione da offrire a chi lavora in questi campi; dovrà porre assoluta attenzione al processo di integrazione interculturale e internazionale delle comunità; dovrà animare il cammino verso la “continentalità”, chiave di volta per contestualizzare il nostro stile di presenza, con un parallelo accompagnamento del processo di accorpamento di numerose province; dovrà stimolare un inserimento molto più radicale delle attività di animazione missionaria e promozione vocazionale nella programmazione delle chiese locali; dovrà incoraggiare e promuovere la creazione di forme nuove di presenza ‘evangelizzatrice’ laddove nessuno voglia andare; dovrà sostenere e rinforzare la presenza dialogante nel mondo islamico come pure unirsi a chi già opera nel campo dei diritti umani, di Gpic e nei luoghi in cui si decidono le sorti di gran parte dell’umanità; dovrà infine prestare la dovuta attenzione ai singoli confratelli, alla salvaguardia della loro salute psico-fisica e spirituale e a chi vive la propria missione in condizioni di infermità o di età avanzata.

 

Questi temi e molti altri, pur non del tutto inediti, sono presenti nei documenti usciti dal Capitolo, e se chi guiderà l’Istituto nei prossimi sei anni avrà fede e forza sufficiente per fare le scelte coraggiose spesso menzionate in questi due mesi di convivenza, troverà nei documenti elaborati la piattaforma da cui partire.

 

Un’osservazione in negativo va tuttavia anche fatta: benché i documenti abbiano colto intuizioni e problematiche reali, non hanno saputo offrire risposte così concrete come molti potevano attendersi. Se paragonate a una certa terminologia usata all’inizio del Capitolo, come “rifondare, riqualificare, ri-programmare”, appare che nello stendere i testi si è stati molto meno coraggiosi di quanto ci si sarebbe atteso, e spesso ci si è serviti di un linguaggio sfumato, che evitasse di provocare la suscettibilità di qualcuno e che accontentasse la sensibilità di tutti.

 

Conclusa dunque questa fase si è ora entrati, appoggiando la proposta della Commissione centrale, nell’ultimo delicato segmento dell’elezione del nuovo Consiglio generale. Il 20 ottobre si è vissuta insieme mezza giornata di ritiro spirituale, secondo le indicazioni dello Statuto capitolare, e ci si è riuniti nel pomeriggio in sei gruppi formati in modo del tutto spontaneo (col metodo della conta da uno a sei…), per condividere opinioni e riflessioni in vista del sondaggio relativo all’elezione del Superiore generale, e lo stesso si farà per la scelta degli Assistenti. Lo scopo era di identificare i carismi e le qualità umane e spirituali che un Superiore generale dei comboniani dovrebbe possedere per garantire l’attuazione concreta nei prossimi sei anni degli orientamenti e delle decisioni fatte dal Capitolo.

 

Qualcuno ha con un certo buon umore suggerito che si dovrebbe garantire che la persona nominata… abbia anche qualche difetto! Lo stile più evangelico con cui portare avanti il servizio dell’autorità, peraltro, ci era stato opportunamente ricordato durante il ritiro, centrato comprensibilmente sul 13° capitolo di Giovanni… “… se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato, infatti, l’esempio perché come ho fatto io facciate anche voi”. (Gv. 13, 1-15). Quello che ora succederà, abbiamo pregato che avvenga con l’illuminazione dello Spirito, in corrispondenza a quanto Dio vuole oggi per il nostro Istituto.

 

 

Per saperne di più:

 

Si delineano le priorità

 

Come doglie di parto

 

Intervenga la comunità internazionale


Comboniani in Capitolo