Mozambico / Zimbabwe / Malawi

Una corsa contro il tempo. Così le agenzie umanitarie impegnate nei soccorsi definiscono le operazioni in corso in Mozambico per salvare i sopravvissuti alla furia del ciclone Idai, abbattutosi giovedì scorso sul paese, ed evitare il diffondersi di epidemie.

Molte persone sono rimaste intrappolate nelle isole di terra intorno alla città semidistrutta di Beira, dove la “fase acuta di salvataggio”, per portare in salvo la gente rifugiata sui tetti e sugli alberi, è stata in gran parte completa. Martedì sono state salvate 167 persone intorno a Beira con l’aiuto degli elicotteri dell’aeronautica sudafricana. In tutto 3mila persone sono state salvate finora nella città.

Cinque giorni dopo, i soccorritori stanno ancora lottando per raggiungere i sopravvissuti, almeno 15mila dei quali sono intrappolati in zone remote, circondati da strade distrutte, edifici collassati e villaggi sommersi. Secondo la Croce Rossa, almeno 400mila persone sono rimaste senza un tetto nel solo Mozambico centrale.

Il Fondo per l’infanzia delle Nazioni Unite (Unicef) ha stimato che 260mila bambini siano stati colpiti dalla devastazione e il Programma alimentare mondiale (Pam) sta cercando di raggiungere 500mila persone con assistenza alimentare immediata.

Unione europea, Gran Bretagna ed Emirati Arabi hanno donato milioni di dollari di aiuti a Mozambico, Malawi e Zimbabwe per rifugi di emergenza, servizi igienico-sanitari e assistenza sanitaria. Il Portogallo – ex potenza coloniale in Mozambico – ha inviato 35 soldati e una squadra della Guardia nazionale. La società energetica statunitense ExxonMobil – che sta lavorando allo sviluppo di giganteschi depositi di gas al largo del Mozambico settentrionale – ha dichiarato che donerà 300mila dollari alle operazioni di soccorso.

Il presidente mozambicano Filipe Nyusi ha decretato da ieri tre giorni di lutto nazionale e lo stato d’emergenza in alcune regioni del paese.
Secondo quanto dichiarato poco fa dal ministro per il Territorio e l’Ambiente Celso Correia i morti in Mozambico sono 217. Un centinaio le vittime nel vicino Zimbabwe, ma si teme che il bilancio finale sia destinato a salire.

L’Onu ha dichiarato ieri che Idai – una delle peggiori tempeste che ha colpito l’Africa meridionale da decenni – ha scatenato anche una crisi umanitaria in Malawi, colpendo quasi un milione di persone e lasciano oltre 80mila cittadini senza casa.

Una volta conclusa l’emergenza la situazione sarà comunque destinata ad essere di crisi nelle zone colpite dal ciclone, che ha distrutto le coltivazioni, fonte di sopravvivenza per gran parte della popolazione. (Africanews)

Anche la Fondazione Nigrizia ha aperto una raccolta fondi destinati ai missionari comboniani in Mozambico e Malawi per aiutare la popolazione.