Al 28 settembre, i casi confermati di Covid-19 nei 55 paesi africani hanno raggiunto la cifra di 8.247.972 con 209.216 morti.

Il paese più colpito resta il Sudafrica con oltre 2.897.521 casi e 87.216 decessi. Il Sudafrica è però anche il paese che ha eseguito finora il maggior numero di tamponi (oltre 17 milioni 588mila). Per incidenza dei casi seguono Marocco (929.699 con 14.199 morti), Tunisia (705.474 e 24.794 morti), Etiopia (342.305 con 5.439 morti), Libia (337.890 e 4.617 morti), Egitto (302.327 con 17.224 morti) e Kenya (248.515 e 5.109 decessi). Con numeri in aumento ovunque.

Ma «il quadro reale non si conosce», spiega a Nigrizia il dottor Giovanni Putoto, responsabile programmazione e ricerca operativa di Medici con l’Africa Cuamm, a causa di vari fattori, tra cui la limitata capacità di diagnosi della maggior parte dei paesi. A rendere difficile una stima reale dell’incidenza della pandemia nel continente concorrono anche diverse altre cause, come le difficoltà di accesso alle strutture sanitarie per la popolazione e la diffidenza nei confronti della minaccia rappresentata dal virus.

Sul fronte dei vaccini sono state somministrate oltre 86.505.912 dosi in tutto il continente, circa il 4% della popolazione (oltre 1 miliardo e 380 milioni). Una cifra irrisoria, se si pensa che solo in Italia risulta vaccinato il 67,2% della popolazione. Un ritardo che è causato, spiega Putoto, dal cosiddetto “apartheid vaccinale” «con l’accaparramento dei vaccini da parte dei paesi ricchi e nessun progresso riguardo alla liberalizzazione dei brevetti».

In Africa i vaccini continuano ad arrivare grazie soprattutto all’iniziativa Covax, rallentata però dal deficit finanziario (mancano 18 miliardi di dollari), dal blocco della produzione in India e dalla limitata capacità di trasformazione dei vaccini nel paesi africani. Allo stato attuale è «impossibile raggiungere il taghet di vaccinare il 20% della popolazione africana entro fine anno», ammette Putoto.

Questo a fronte del peggioramento delle condizioni di vita a causa dell’impatto sociale ed economico del Covid-19 e dell’aggravamento degli impatti dei cambiamenti climatici.

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