Capitolo comboniano tra idealismo e realismo
Settimana di intenso lavoro quella terminata il 3 ottobre. Ora il Capitolo generale dei comboniani è entrato nella fase decisiva per tracciare le linee guida dell’Istituto per i prossimi anni.

 

 

La scorsa settimana è stata dedicata ai lavori dei sette gruppi di studio incaricati di esaminare i cosiddetti “temi fondamentali”, scelti dall’aula e ratificati dalla Commissione speciale: identità, spiritualità, missione, formazione e governo. I frutti di questi gruppi di lavoro saranno oggetto di ben due letture in aula, prima di arrivare alla stesura e approvazione finali. Tra i due momenti, altri dibattiti, nuovi emendamenti e numerose votazioni.

 

La settimana scorsa, a detta di tutti, è stata la più impegnativa, ma anche la più proficua. Tutti hanno potuto dare il meglio di sé e contribuire alla formulazione di testi che costituiranno le linee guida dei prossimi anni per l’Istituto. Il serrato ritmo di lavoro non ha precluso, tuttavia, la tranquillità necessaria a garantire adeguati tempi di preghiera, di discernimento, di studio personale e di discussione comune sui temi scelti.

 

Duranti i lavori di gruppo, si sono alternati momenti di euforia (i testi presi in esame sembravano chiari e scorrevoli) e momenti di vera e propria frustrazione, caratterizzati dalla sensazione di trovarsi bloccati o chiusi in una sorta di cul-de-sac. Non è sempre facile inserire emendamenti in testi già ben strutturati, soprattutto quando le proposte di aggiunte e correzioni arrivano da molti gruppi.

 

I due temi fondamentali dell’identità e della spiritualità hanno elementi d’integrazione reciproca, e questo ha reso più facile la nuova stesura dei testi. Più ostico, invece, è stato il compito di chi ha dovuto lavorare su formazione, missione e governo.

 

Il gruppo di studio alle prese con il tema della missione, ad esempio, ha avvertito la necessità di avere più tempo a disposizione per elaborare un testo che potesse soddisfare tutti. (Si è avuta la sensazione che l’aver scelto di formare i gruppi di studio su base linguistica abbia contribuito a rendere le cose più difficile). Sta di fatto che la missione è l’elemento centrale di ogni altro argomento. Ovvio, pertanto, che abbia richiesto più tempo e maggiore impegno per arrivare a un testo condiviso e soddisfacente.

 

La missione è, nel contempo, ciò che ci unisce e identifica e ciò che ci diversifica maggiormente. La grande varietà di situazioni in cui la missione viene portata avanti nei diversi continenti e nelle chiese locali, e la molteplicità di visioni e metodologie che sottendono il nostro operare, rendono ardua l’elaborazione di un testo che accontenti tutti.

 

Ci accingiamo, ora, ad affrontare la prima lettura dei testi preparati. Non sarà un esercizio facile. Si tratta di testi elaborati da gruppi diversi e quindi non godono di una uniformità di linguaggio e di stile. Da un gruppo di lavoro è venuto perfino il suggerimento di affidare a una commissione ad hoc il compito armonizzarli, eliminando ridondanze e ripetizioni, prima di presentarli in aula per la prima lettura; nel frattempo, il Capitolo potrebbe procedere con altri compiti.

 

Non è mancato chi da detto che i testi non affrontano in modo serio le problematiche concrete che caratterizzano i diversi continenti. Ad esempio, i temi più scottanti che interessano i comboniani impegnati in Europa – revisione dello stile di presenza nelle chiese locali, l’eventuale assunzione di impegni di “evangelizzazione”, identificazione di nuovi cammini di promozione vocazionale, adattamento delle fasi di formazione a seconda della situazione di ogni provincia, dinamiche da seguire per un eventuale “accorpamento” tra province – avrebbero meritato maggiore approfondimento.

 

Una cosa, tuttavia, è emersa chiara: gran parte delle cose dette e scritte non sono diverse da quanto già detto e scritto (“magari in modo molto migliore”) in Capitoli precedenti o in altri documenti dell’istituto. Ma che fare? Si corre con i cavalli che si hanno a disposizione…

 

C’è stato un incontro della Commissione centrale con i segretari e i moderatori dei 7 gruppi di lavoro. La decisione è stata che si proceda comunque alla prima lettura dei testi in aula. E così, lunedì 5, si è dato inizio a questa nuova fase del Capitolo.

 

Tutti hanno notato la provvidenziale coincidenza con l’inizio ufficiale dei lavori del 2° Sinodo africano. Domenica 4, molti capitolari hanno assistito alla solenne Eucaristia di apertura dell’assise dei vescovi africani, presieduta da Benedetto XVI.

 

Per tutto il lunedì e il martedì mattina, si è lavorato alacremente e siamo riusciti a concludere la prima lettura in aula dei documenti inclusi nella Ratio missionis (identità, spiritualità e missione). Ci sono stati numerosi emendamenti suggeriti. Li si è discussi, votati e inseriti nei testi.

 

Ora restano da affrontare altri due temi basilari: formazione ed economia. Lo faremo nei prossimi giorni. Poi si riprenderanno i lavori di gruppo per una nuova stesura dei testi, da sottoporre all’assemblea in aula per la seconda lettura.

 

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