L'ambasciatore cinese in Sudafrica Ling Songtian durante la consegna di maschere e materiale sanitario

L’incremento del numero di contagi da coronavirus in Africa desta molta preoccupazione a livello internazionale sia per le fragilità dei sistemi sanitari nazionali sia per la presenza di un elevato numero di malattie infettive e di fragilità legate ai mutamenti climatici, alle quali il nuovo virus andrebbe ad aggiungersi.

In questo quadro la Cina, dopo aver ricevuto numerose manifestazioni di solidarietà dai paesi africani nel corso della più drammatica fase di diffusione del virus, si sta ora muovendo, in linea con le forti relazioni che la legano al continente, per supportare gli stati africani attraverso la fornitura di strumenti di protezione, l’impiego di equipe mediche e l’impegno a migliorare le strutture sanitarie.

Lo scorso 19 febbraio infatti, il 35esimo team medico cinese in Sudan ha tenuto una lezione a Khartoum sulle misure di prevenzione e le tecniche di trattamento del coronavirus. Nel corso della formazione, che aveva come obiettivo principale il miglioramento del processo di identificazione del Covid-19, i medici della nazione asiatica hanno fornito al personale sanitario sudanese una serie di linee guida e indicazioni rispetto alla protezione di medici e infermieri oltre che sul processo di trattamento dei pazienti con sintomatologia da coronavirus.

Successivamente, il 5 marzo, attraverso le dichiarazioni dei propri ambasciatori in Namibia e Zimbabwe, la Cina ha reso noto il proprio impegno a sostegno delle nazioni dell’Africa meridionale in cui si stavano iniziando a manifestare i primi casi di infezione. Il funzionario diplomatico in Namibia, Zhang Yiming, ha annunciato l’invio da parte di Pechino di mille kit di test di reagenti per l’individuazione del virus.

L’ambasciatore, dopo aver ribadito l’intenzione di rafforzare la capacità della Namibia di far fronte ad un possibile focolaio, ha dichiarato che Pechino offrirà aiuti e farà tutto il possibile per sostenere l’Africa incrementando i dispositivi precauzionali. «Abbiamo ripreso la normale produzione di maschere e indumenti protettivi… Il mio governo sta valutando la possibilità di fornire il supporto materiale necessario ai paesi africani», ha detto Yiming.

In contemporanea, l’ambasciatore cinese nello Zimbabwe, Guo Shaochun, al termine di una visita all’ospedale Wilkins di Harare, principale centro predisposto ad ospitare pazienti affetti da coronavirus, ha annunciato che il governo cinese fornirà fondi e attrezzature per ammodernare la struttura e che Pechino continuerà a sostenere il governo di Harare nell’adottare le misure necessarie per prevenire la diffusione del virus.

Infine, un ulteriore accordo di assistenza è stato siglato tra la società cinese di e-commerce Aliba e i governi etiopico e rwandese. In particolare l’amministratore delegato del colosso cinese, il tycoon Jack Ma, ha garantito la fornitura gratuita immediata da parte dell’azienda, di 5,4 milioni di mascherine, oltre 1,1 milioni di kit per effettuare i tamponi, 40mila indumenti protettivi e 60mila schermi protettivi, destinati ai paesi africani in prima linea contro il virus.