Bauleni è una comunitá di circa 80 mila abitanti, e come il resto del mondo, sta facendo i conti con la pandemia. Tutti gli occhi dell’occidente sono puntati in Africa, pronti a vedere il peggio.

L’attenzione è sulla scarsità di risorse, strutture, competenze, perché è questo che si pensa, anche inconsciamente quando si parla di Africa. Se sta morendo il vecchio mondo, figurati l’Africa! Invece, con l’esperienza di chi fa i conti regolarmente con epidemie, il
quadro è momentaneamente diverso.

La comunitá di Bauleni sta rispondendo con creatività e una certa tempestività all’emergenza COVID19. 

Mentre in Italia c’è stata una certa carenza di mascherine qui a Bauleni hanno da subito cominciato a produrle con stoffe locali. Il principio non è difensivo, ovvero, come proteggersi dal virus, ma l’opposto, come proteggere gli altri nel caso io fossi contagiato senza saperlo.

Evidentemente le mascherine non sono testate, ma se dovessero indossarle tutti, si abbasserebbe drasticamente il rischio di diffondere il virus. Oltre ad essere molto belle, queste mascherine sono anche un’opportunità di business per la popolazione di Bauleni,
che si è da subito organizzata e ha messo in piedi una vera e propria catena di produzione, efficace per l’economia del compound e per la sua sicurezza.

Stessa cosa è successa per i Veronica Bucket, che sono dei secchi, con alla base un rubinetto, utilissimi in posti come Bauleni, con scarsità di acqua pulita. Si possono vedere ovunque, messi autonomamente all’ingresso di negozi, al mercato e alla stazione.

In questo modo la gente si può lavare mani, prima di entrare in un negozio, di salire su
un bus o un taxi o all’ingresso del mercato, prima e dopo aver fatto la spesa. All’inizio la produzione si basava su secchi da 20 litri, riciclati, che contenevano precedentemente olio di semi per cucinare, con un rubinetto conficcato sul lato del secchio.

Ora la creatività ha portato a produrne a pedali, senza bisogno di toccare con le mani il rubinetto per aprire e chiudere l’acqua e per prendere il sapone. Queste sono le strategie che diventano anche opportunità di business. Una creatività costruttiva che permette di rispondere ad una pandemia con mezzi e intelligenze locali.

La gente non ha paura del COVID19, è un’epidemia come tante altre vissute in precedenza, ma si adatta, aggiustando alcuni comportamenti, come il saluto, che in Zambia avveniva con uno scambio prolungato di strette di mano. Ora ci si saluta con i piedi, con il pugno chiuso come i rastafariani, o semplicemente portando la mano al petto per segno di rispetto.

Il numero di persone che indossano la mascherina sta crescendo, anche se è decisamente basso confronto al totale della popolazione, ma è comunque un buon segno. Naturalmente nessuno segue lo stay at home, ma questo già si sapeva dall’inizio.

Sta di fatto che a Bauleni non si sono registrati altri casi di contagi e lo Zambia, dopo più di due mesi dal primo caso di coronavirus, conta un totale di 761 ad oggi (18 Maggio 2020), di cui 192 guariti, 7 morti e 562 casi ancora in isolamento ma in condizioni stabili.

Questo è la situazione in Zambia oggi, la risposta delle sue piccole comunità al virus e la bellezza di trovare opportunità in momenti difficili come la pandemia di Covid-19.